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Questo è il sito del Circolo ## specializzato in UFO..... In questo sito troverai informazioni, news, immagini e video sugli UFO.


UFO,ONU E...
06 Feb 2014 01:59 pm
UFO, ONU E SCHELETRI NELL'ARMADIO!

Gli scheletri nell'armadio dell'ONU, sono anche quelli del silenzio e a cominciare dalla questione dgli UFO su cui anche L'ONU ha fatto la politica del silenzio per oltre '60 anni! Hanno affossato la questione ufo gia' nel 1978, quando venne sollevata dal governo di Grenada che richiese di fare una risoluzione dell'ONU sugli UFO! CHE L'ONU APRA ANCHE IL VASO DI PANDORA SUGLI UFO E SULLE PRESENZE ALIENE!!! BASTA CON LE POLITICHE DEL SILENZIO!!!

Grazie per il sostegno che ci avete dato riguardo la questione degli UFO e l'ONU! Ormai, dopo sessanta anni, sono centinaia di migliaia quelli che in tutto il globo e in ogni paese hanno visto UFO e presenze aliene. Migliaia sono poi quelli che sono stati contattati dalle intelligenze ET in diverse forme! Siamo nel 2014, LA VERITA' SUGLI UFO DEVE VENIRE FUORI!BASTA CON LE CONGIURE DEL SILENZIO SUGLI UFO!


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UNA BASE ALIENA SULLA LUNA...
05 Feb 2014 10:13 am

Cosa è stato trovato sull’altra faccia della Luna?


Recentemente le agenzie di informazione del mondo hanno pubblicato una notizia sensazionale: sulla Luna con l’aiuto della mappa di Google Moon è stato scoperto uno strano oggetto di forma triangolare con punti luminosi ai lati. Cos’è: un inganno della vista o un oggetto alieno?


Inoltre, già da alcuni giorni gli appassionati dello sconosciuto di tutto il mondo discutono cosa abbia trovato l’utente del canale YouTube con il nickname Wowforreeel esaminando la superficie lunare. In uno dei crateri sulla faccia opposta della Luna questo utente ha notato un oggetto misterioso di perfetta forma triangolare con 7 punti luminosi che formano un angolo di 90 gradi. Il diametro approssimativo di questo “triangolo” è di 180-200 metri.
L’autore della scoperta dice di non poter nemmeno immaginare cosa potrebbe essere:
Non ho nessuna idea di che cosa sia… Ho esaminato per parecchio tempo questo oggetto sulla mappa di Google Moon e posso quindi dire che lo stesso vi esiste veramente e che non è un falso. Hon ho trovato niente di simile negli altri crateri lunari. Guardate voi stessi e poi dite cosa pensate in merito. Si tratta indubbiamente di una delle più strane scoperte sulla mappa di Google Moon.
Per gli scettici l’utente Wowforreeel riporta le coordinate dell’oggetto scoperto sulla mappa della Luna – 22°42'38.46"N e 142°34'44.52"E – ed avvia quindi una larga discussione sul fatto se può essere o meno una nave proveniente da un altro pianeta o persino una base spaziale.
Non solo, ma Wowforreeel racconta anche di aver trovato in precedenza un oggetto molto simile su mappe interattive e nell’Antartide. L’oggetto era pure di forma triangolare ed uno dei suoi angoli era di 90 gradi. Anche le sue dimensioni erano impressionanti: 125 x 90 metri.
Utenti da tutte le parti del mondo si sono messi a discutere sulla possibilità di esistenza di una base spaziale segreta. Qualcuno sosteneva che la base appartenesse agli USA, altri erano convinti che fosse russa, ma secondo la maggioranza delle opinioni è un oggetto alieno.
Ci sono però anche coloro che hanno deciso di dimostrare che non esista nessun oggetto misterioso sull’altra faccia della Luna e che si tratti soltanto di effetti dell’illuminazione e di un inganno della vista. Così l’utente di YouTube con il nickname Astronomy Live ha cercato di confutare la scoperta sensazionale ed ha spiegato dettagliatamente nel suo video come con l’aiuto di varie maschere grafiche sia possibile ottenere un effetto simile, cioè l’immagine di un “oggetto sconosciuto”.
Il punto è che durante la compilazione delle sue mappe lunari Google ha usato foto non di propria produzione, ma quelle scattate dal satellite giapponese Kaguya, noto anche come SELENE, lanciato per esplorare la Luna. Queste foto sono disponibili anche in una qualità migliore sul sito dove viene pubblicato l’archivio del satellite Kaguya (https://l2db.selene.darts.isas.jaxa.jp). Su questo sito ogni persona desiderosa può esaminare lo “strano oggetto lunare”.
Ma la questione rimane lo stesso aperta, in quanto non è chiaro come – persino nel caso di impiego dei redattori delle foto e delle maschere fotografiche di cui ha raccontato Astronomy Live – gli oggetti possano avere proporzioni geometriche tanto perfette. E perché l’“oggetto” si trova appunto sulla faccia opposta della Luna invisibile dalla Terra?
Ci sono moltissime domande relative alla Luna e non è tutto così semplice come qualcuno lo vorrebbe presentare… Se si tratta di un montaggio fotografico, perché allora dopo la missione dell’Apollo 17 sono stati sospesi tutti i programmi lunari? Quali cose viste sulla Luna hanno costretto gli astronauti a rinunciare ai voli lunari? Perché siamo pronti ad esplorare Marte che è più lontano da noi sostenendo costi molto maggiori, anziché continuare l’esplorazione della Luna? Ciò induce veramente a riflessioni.


fonti internet, cortesia terrarealtimeblog spott.ir



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ASTEROIDE...
03 Feb 2014 09:53 am

2014 BW32, l'asteroide che sta per avvicinarsi al nostro pianeta


Ad appena un mese dal passaggio del piccolo corpo celeste che ha salutato la Terra a Capodanno, chiamato 2014AA, un secondo asteroide sta per avvicinarsi al nostro pianeta, ad una distanza di sicurezza che è circa il doppio di quella che separa Terra e Luna.


Il passaggio ravvicinato è previsto per le 16:35 (ora italiana) di lunedì 3 febbraio, in quel momento l’asteroide, chiamato 2014 BW32, “si troverà a poco più di 700.000 chilometri dalla Terra, circa 1,8 volte la distanza della Luna“, spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma.

“Naturalmente non vi è alcun rischio di collisione con la Terra, ma sarà una preziosa occasione per studiare da vicino uno di questi corpi celesti”. Quello che si sta avvicinando alla Terra è un corpo roccioso dal diametro di circa 20 metri: “abbastanza grande rispetto agli asteroidi che recentemente si sono avvicinati al nostro pianeta”, osserva Masi.

“Sarà ben visibile dall’Italia, anche se è molto debole e passerà velocissimo: per osservarlo sarà necessario un telescopio di buone dimensioni, 2014 BW32 è già visibile nei nostri cieli, aggiunge, e dopo il passaggio ravvicinato diminuirà rapidamente in luminosità”. Poichè il passaggio ravvicinato avverrà nel pomeriggio e la luce impedirà di osservarlo, il momento migliore per osservarlo sarà la sera del 3 febbraio.

http://www.segretiemisteri.com/?p=10029#more-10029

fonti internet. cortesia terrarealtimeblogsppotit



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RECENSIONI TV;
02 Feb 2014 10:16 am


FOCUS CANALE 56

RECENSIONI TV

DA MARTEDI' 4 FEBBRAIO NUOVI EPISODI DI:

INCONTRI ALIENI. ALIENI-NUOVE RIVELAZIONI

DALLE ORE 21,15 ALLE 23-

DA VEDERE PER SAPERE!




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ATLANDIDE SVEDESE...
31 Jan 2014 01:32 pm

“Atlantide Svedese”, un’antica civiltà riscoperta nelle profondità del Mar Baltico

In quello che è stata soprannominata “Svezia Atlantis”, un’antica civiltà è stata trovata in profondità sotto il Mar Baltico e  che gli archeologi ritengono  risalga all’età della pietra . Si ipotizza che sia scomparsa alla stessa stregua della piu’ nota citta’ di Atlantide. Secondo lo tradizione egizio- indiana, confermata anche da quella del Galles, la scomparsa dell’Atlantide sarebbe avvenuta in seguito a quattro catastrofi, scatenate probabilmente dall’azione vulcanica. Il primo cataclisma avvenne circa 800.000 anni fa e fu determinato dal rovesciamento dei poli.

Questo avrebbe cominciato ad attaccare l’ossatura terrosa dell’Atlantide che successivamente sarebbe stata spazzata via insieme a tutte le terre emergenti dell’Oceano dalle masse d’acqua provenienti dal nord.
Il secondo Cataclisma probabilmente di origine vulcanica, sarebbe avvenuto circa 200000 anni fa, e per causa sua l’Atlantide restò ridotta e diminuita.
Il terzo cataclisma, causato all’azione vulcanica, avvenne 80.000anni fa e dette alla terra un aspetto del tutto differente, riducendo l’Atlantide a due isole Routo e Daitya. Infine il quarto cataclisma ebbe luogo nell’anno 9564 a.C. quando Atlantide non esisteva che allo stato d’isola: l’isola di Poseidone. Essa fu inghiottita e disparve così dalla terra.

In questo ritrovamento si riferisce la presenza di strumenti, bovini, corde e altri manufatti . Uno dei quali era un arpione creato dall’estinto Auroch , che e’ un antenato del tipo di grandi bovini selvatici che abitavano l’Europa, l’Asia e il nord Africa , sono sopravvissuti in Europa fino agli ultimi uri registrati morti nellaforesta, . dei quali l’ultimo esemplare deceduto nel 1627 in Polonia.
Quante di queste civita” antiche esistevano ? quante ne verranno alla luce? Atlantide rimarra’ il solo mito o scopriremo verita’ fino ad ora ignote?
Fonte - http://gabrielelombardo.altervista.org/, 28 gennaio 2014




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NANE BRUNE VICINO AL SOLE...
28 Jan 2014 08:09 pm

Scoperte Nane Brune Vicino al nostro Sole


Gli astronomi hanno individuato i segni di un possibile pianeta extrasolare in un sistema di stelle gemelle fallite. Se confermato, il mondo alieno sarebbe uno dei più vicini al nostro Sole mai trovato.

Gli scienziati hanno scoperto la coppia di nane brune, lo scorso anno a soli 6,6 anni luce dalla Terra, la coppia è il terzo sistema più vicino al nostro Sole. 
In realtà è così vicino che "le trasmissioni televisive del 2006 stanno ormai arrivando", ha detto Kevin Luhman, del Centro di Penn State per i Pianeti extrasolari e i Mondi Abitabili,
quando ha annunciato la loro scoperta nel mese di giugno.

Il sistema di nane brune, soprannominato da Luhman 16AB ed è ufficialmente classificato come WISE J104915.57-531906, ed è leggermente più distante della stella di Barnard, una nana rossa posta a 6 anni-luce di distanza, scoperta nel 1916. Ancora più vicino al nostro Sole c'é il sistema di Alpha Centauri, le cui due stelle principali formano un sistema binario posto a circa 4,4 anni luce di distanza. Il pianeta Alpha Centauri Bb in orbita ad una delle stelle nel sistema di Alpha Centauri, detiene attualmente il titolo di più vicino pianeta extrasolare al nostro sistema solare. 

Le nane brune sono state avvistate nei dati di Wide-field Infrared Survey Explorer della NASA (WISE), che ha trasmesso a terra circa 1,8 milioni di immagini di asteroidi, stelle e galassie nel corso della sua ambiziosa missione di 13 mesi per scansionare l'intero cielo.

Henri Boffin dell'Osservatorio europeo meridionale (ESO) ha guidato un team di astronomi che cercano di saperne di più sui nostri vicini. Il gruppo ha utilizzato il sensibile strumento FORS2 montato sul Very Large Telescope dell'ESO al Paranal in Cile per prendere le misure astrometriche degli oggetti durante una campagna di osservazione di due mesi da aprile a giugno 2013. (L'astrometria comporta il monitoraggio dei movimenti precisi di una stella nel cielo.)


Questo diagramma illustra le posizioni dei sistemi stellari più vicini al Sole e gli anni della loro scoperta. Il sistema binario WISE J104915.57-531906 è il terzo sistema più vicino al Sole e il più vicino trovato in un secolo.

"Siamo stati in grado di misurare le posizioni di questi due oggetti con una precisione di pochi milli-secondi d'arco", ha detto Boffin in un comunicato. "È come una persona a Parigi in grado di misurare la posizione di qualcuno a New York con una precisione di 10 centimetri".

Il team ha scoperto che entrambe le nane brune hanno una massa dalle 30 alle 50 volte la massa di Giove. (A titolo di confronto, la massa del nostro Sole è di circa 1.000 masse di Giove.) Poiché la loro massa è così bassa, richiedono circa 20 anni per completare un'orbita intorno all'altra, gli astronomi hanno detto.
Il team di Boffin ha anche scoperto lievi perturbazioni nelle orbite di questi oggetti durante il loro periodo di osservazione di due mesi. Essi ritengono che un terzo oggetto, forse un pianeta attorno ad una delle due nane brune, potrebbe essere dietro a queste lievi variazioni.

"Ulteriori osservazioni sono necessarie per confermare l'esistenza di un pianeta", ha detto Boffin in un comunicato. "Il sistema potrebbe anche essere triplo!".

Finora, solo otto pianeti extrasolari sono stati scoperti intorno a nane brune, attraverso la microlensing e le imaging dirette. Il team ha aggiunto che il potenziale pianeta Luhman 16AB potrebbe essere il primo pianeta alieno scoperto tramite l'astrometria, se confermato.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Astronomy and Astrophysics. È disponibile on-line sul sito Arxiv.

A cura di Arthur McPaul

Fonte:
http://space.com/23985-alien-planet-nearby-brown-dwarfs.html

http://nemsisprojectresearch.blogspot.it/

fonti internet, cortesia terrarealtimeblogspoot



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UN PRESAGIO INFAUSTO...
28 Jan 2014 01:21 pm

Immagini shock dal Vaticano, divorate in diretta tv le due colombe della pace

Un segno dei tempi? Certo che inquieta quello che e' accaduto ieri in piazza San Pietro in Roma.Il Papa durante l'Angelus lancia un appello per la pace in Ucraina,e due colombine vengono fatte volare.Quando all'improvviso due volatili,un corvo ed un gabbianno, si avventano sulle due povere vittime inconsapevoli divorandole letteralmente.Una scena macabra e raccapricciante che migliaia di fedeli hanno potuto vedere nei cieli del Vaticano.
Le immagini salienti di questo evento sono state raccolte nel video che segue

fonti internet, cortesia terrarealtimeblogspot

NOTA DI COMMENTO.- SEMBRA IN PRESAGIO INFAUSTO! ALTRO CHE PACE  CI SARA'...TRA NON MOLTO!!!  Ufoweb2012




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MARTE: UN ANTICO...
21 Jan 2014 09:19 pm

Marte: un antico mistero planetario

Miliardi di anni fa, quando i pianeti del nostro sistema solare erano ancora giovani, Marte era un mondo molto diverso.L’acqua liquida scorreva in lunghi fiumi che terminavano il loro percorso riversandosi in laghi e mari poco profondi. Una densa atmosfera ricopriva il pianeta tenendolo caldo. In questo ambiente accogliente, colonie di microbi avrebbero potuto trovare le condizioni ideali, per rendere Marte il secondo pianeta pieno di vita oltre al nostro. Oggi invece Marte è un mondo freddo e secco.
La sua esile e sottile atmosfera, fornisce una copertura scarsa ad una superficie segnata da fiumi asciutti e laghi vuoti. Se esistono ancora i microbi marziani, probabilmente stanno trascorrendo un’esistenza misera da qualche parte del polveroso sottosuolo marziano…

Cosa è successo allora a Marte?

Questa domanda ha lasciato a lungo perplessi gli scienziati planetari. E per cercare la risposta, la NASA ha appena lanciato un nuovo orbiter per Marte, chiamato MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution). L’inserimento orbitale è previsto per la metà di settembre del 2014. Quindi orbiterà intorno a Marte per almeno un anno terrestre (circa la metà di un anno marziano). L’obiettivo di MAVEN è quello di capire quali processi siano stati responsabili di questi cambiamenti radicali nell’ecosistema marziano.

MAVEN è equipaggiata con una grande quantità di strumenti finalizzati allo studio dell’alta atmosfera del pianeta, lì dove molti ricercatori ritengono sia contenuta la risposta all’enigma di Marte. L’unico modo per capire se il pianeta abbia mai avuto condizioni climatiche di umidità e calore, è capire se la sua atmosfera sia mai stata sufficientemente spessa. Una spessa coltre di anidride carbonica nell’atmosfera marziana, avrebbe infatti potuto favorire temperature più elevate, e una maggiore pressione atmosferica, necessaria a mantenere l’acqua allo stato liquido.

Eppure, qualcosa ha causato la perdita dell’atmosfera di Marte. Una delle ipotesi è quella del vento solare. A differenza della Terra, Marte non è infatti protetto da un campo magnetico globale, ma da ‘ombrelli magnetici’ sparsi per il pianeta, che riparano solo una parte dell’atmosfera. L’erosione delle aree esposte al vento solare, avrebbe potuto lentamente spogliare l’atmosfera nel corso di miliardi di anni. Recenti misurazioni degli isotopi presenti nell’atmosfera marziana eseguite dal ‘rover Curiosity’, sembrano supportare proprio questa idea: la quantità di isotopi leggeri di idrogeno e argon è praticamente esaurita rispetto alle loro controparti più pesanti, facendo pensare che siano andate disperse nello spazio. Gli scienziati hanno anche ipotizzato, che la superficie del pianeta abbia potuto assorbire la CO2 presente in atmosfera, catturandola in minerali come il carbonato. Tuttavia, questa teoria è stata ridimensionata, dato che i rover su Marte non sono riusciti a trovare abbastanza carbonato da giustificare il gas mancante.

Un’antica Catastrofe

Un'antica catastrofe su MarteTra le ipotesi avanzate dai ricercatori riguardo alla scomparsa dell’atmosfera di Marte, c’è ne una che parte da una curiosa anomalia della superficie del pianeta rosso. La crosta marziana, infatti, sembra essere divisa a livello dell’equatore in due zone morfologicamente molto diverse, perfettamente distinte e nettamente separate: i basso-piani dell’emisfero settentrionale, relativamente lisci e senza crateri, la maggior parte dei quali giace ad almeno 1000 metri sotto il livello dato, e gli altopiani dell’emisfero meridionale, massicciamente craterizzati, che in gran parte si innalzano a più di 2 mila metri sopra il livello dato.

Le uniche eccezioni alla topografia del liscio emisfero settentrionale, sono il rigonfiamento del monte ‘Elysium’, che scavalca la linea di divisione. Invece, le eccezioni principali alla topografia dell’emisfero meridionale, sono alcune parti delle ‘Valles Marineris’ e due notevoli crateri, ‘Argyre’ e ‘Hellas’, formati da impatti con comete o asteroidi. ‘Argyre’ è profondo 3 chilometri e ha un diametro di 630 chilometri. ‘Hellas’ è profondo 5 chilometri e ha un diametro di circa 2 mila chilometri. Questi crateri, insieme ad un terzo, ‘Isidis’, sono i più larghi esistenti su Marte. Ma il pianeta possiede innumerevoli altri crateri con un diametro tra i 30 e i 200 chilometri. Nel complesso quindi – oltre ad alcune decine di migliaia di crateri più piccoli, con un diametro che misura al massimo un chilometro – su Marte sono stati contati 3305 crateri, larghi almeno 30 chilometri.

E’ difficile spiegare perché ben 3068 di questi crateri, cioè il 93 per cento circa, si trovino a sud della linea di divisione e soltanto 237 siano stati trovati a nord della linea di divisione. Ugualmente curioso è il fatto che l’emisfero senza crateri sia tanto meno elevato (è infatti più basso di parecchie migliaia di metri) rispetto alla parte craterizzata. La causa di questa divisione bassopiano-altopiano, rimane uno dei principali problemi irrisolti. L’unica certezza è che ad un certo punto della sua storia, su Marte avvenne un cataclisma di dimensioni quasi inimmaginabili.

L’ipotesi avanzata dai ricercatori è che un corpo celeste di considerevoli dimensioni, forse una grande cometa o un planetoide vagante, possa aver impattato il pianeta rosso nella zona settentrionale, sventrando la crosta marziana e formando un oceano di lava fluida grande quanto l’intero emisfero nord. L’immenso impatto avrebbe spinto il materiale magmatico verso l’emisfero meridionale, causandone l’innalzamento delle crosta e le notevoli catene montuose. Il raffreddamento dell’oceano di magma nell’emisfero settentrionale, giustificherebbe la relativa superficie liscia e la maggiore depressione, rispetto all’emisfero meridionale.

Da segni inconfondibili si deduce, tuttavia, che molti dei crateri più grandi e profondi di Marte, con raggio di oltre 30 chilometri, si siano formati quando il pianeta aveva un ambiente umido e caldo. Hellas, Isidis e Argyre, in particolare, hanno margini bassi e indistinti e il fondo piatto: queste caratteristiche, secondo molti autorevoli scienziati, dimostrerebbero che la loro formazione risale a quando Marte aveva ancora un’atmosfera densa, era soggetto ad una rapida erosione e possedeva un campo magnetico più forte rispetto ad oggi. Allo stesso modo, per un fenomeno analogo, sulla Terra, crateri di grandi dimensioni scavati dall’erosione, si sono poi integrati nel paesaggio, in un periodo di alcune centinaia di anni, divenendo praticamente irriconoscibili rispetto all’ambiente circostante.

L’ipotesi è quindi che l’atmosfera sia stata spazzata via dall’immenso impatto con un corpo celeste. E Dal momento che la forza di gravità su Marte è molto debole, è stato più facile per la nube di detriti sollevata dall’impatto, distruggere tutta l’atmosfera del pianeta. Infine, uno degli aspetti più sconcertanti della geologia di Marte, è il ruolo che l’acqua ha giocato nell’evoluzione del pianeta. Sono evidenti infatti i segni di un’inondazione catastrofica, che diede forma a pareti lisce in superficie e che scavò caverne sotterranee, profonde molte centinaia di metri, incidendo isole affusolate a forma di goccia, lunghe anche 100 chilometri. Tale inondazione, ebbe punte di portata di milioni di metri cubi al secondo.

Un’altra grande inondazione, paragonabile al diluvio che riempì il bacino del Mediterraneo sulla Terra, avvenne nella ‘Ares Vallis’. Le fotografie inviate dal modulo d’atterraggio ‘Pathfinder’ della NASA nel luglio del 1997, mostrano che un tempo, questo immenso canale doveva essere colmo di acqua per chilometri e chilometri.

Quando è avvenuto tutto ciò?

È ormai opinione generalmente condivisa, che miliardi di anni fa su Marte prevalessero condizioni climatiche calde e umide. Tuttavia, secondo ‘Harold Masursky’ del Geological Survey, sul pianeta vi fu acqua allo stato liquido fino ad alcuni milioni di anni fa. In Gran Bretagna, ‘Colin Pillinger’ si è spinto oltre. Il suo studio sui meteoriti di Marte, dimostrerebbe che l’acqua allo stato liquido e una qualche forma di vita primitiva, possano essere esistite sul Pianeta Rosso, fino a 600 mila anni fa. Altri ricercatori, propendono per una datazione ancora più recente: un grande cataclisma avrebbe colpito Marte, privandolo violentemente della sua atmosfera e dell’acqua, meno di 17 mila anni fa! La superficie di Marte è un misterioso puzzle. Tra i suoi strati è scritta la storia della morte di un mondo. Può essere inoltre che non ci si debba inoltrare in un passato risalente a miliardi di anni fa e che il destino che gravò su Marte, forse, non lasciò completamente indenne neppure la Terra.

Una nuova catastrofe?

Secondo recenti osservazioni astronomiche, il Pianeta Rosso potrebbe essere lo scenario di un catastrofico evento astronomico, nel momento in cui la cometa C/2013 A1 si troverà a passare vicinissima alla sua superficie. A rivelarlo sono i calcoli diffusi dal sito web dell’osservatorio russo Ison-NM, secondo i quali un eventuale impatto potrebbe creare un cratere del diametro di 500 chilometri. Secondo i modelli orbitali previsionali elaborati dagli astronomi, la cometa C/2013 A1 raggiungerà il massimo avvicinamento a Marte, il prossimo 19 ottobre 2014.


Rivisto da Fisicaquantistica.it

fonti internet, cortesia terrarealtimeblogspoot,.it



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UNA BASE ALIENA SULLA LUNA...
19 Jan 2014 08:09 pm

Google Moon… scopre una base aliena sulla Luna?

base-aliena-luna-tuttacronacaMistero extraterrestre? A sottolinearlo è il canale YouTube “Wowforreeel”, che si occupa pubblicamente della pubblicazione di video che testimoniano presunti avvistamenti di UFO. La nuova ipotesi è che ci sia una base aliena sulla luna. L’idea nasce, come spiega l’Huffington Post, dall’aver scoperto, grazie a Google Moon, lo strumento dell’azienda di Mountain View che consente di esplorare vaste aree del pianeta, uno scintillante triangolo che non sembrerebbe avere niente a che fare con la superficie lunare circostante. E ora la rete s’interroga se sia solo un cratere, molto particolare, o non si possa trattare di qualcos’altro, come una nave spaziale oppure l’ingresso di una base aliena. Stando all’analisi delle immagini, l’oggetto dovrebbe avere una base di 125 metri e un’altezza di circa 90 metri. Curiosi i sette puntini che si intravedono sotto il triangolo, che tra l’altro presenta un curioso (poiché preciso) angolo di 90°. Tutti indizi che lascerebbero pensare a una “costruzione” e non a una particolare conformazione del terreno. Sul web, inoltre, fanno notare come la strana “apertura” individuata sulla Luna sia molto simile, per forma e dimensione, a una cavità “sospetta” trovata dai navigatori in Antartide grazie a Google Earth.

fonti internet, cortesia tuttacronaca,wordpress.com



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NEWS
16 Jan 2014 10:37 am
Rai          SCOPERTO PIANETA CHE  
 ORBITA SU GEMELLO SOLE

 Scoperto il primo pianeta che orbita   
 intorno a una stella "gemella" del Sole
 ed è anche uno dei rarissimi "mondi    
 alieni" scoperti all'interno di un am- 
 masso stellare.                        

 Il pianeta, individuato da un gruppo di
 ricerca guidato dall'italiana Anna Bru-
 calassi che lavora in Germania all'I-  
 stituto Max Planck di fisica extrater- 
 restre, è un gigante gassoso con massa 
 pari a un terzo di quella di Giove. In 
 tutto i ricercatori hanno scoperto tre 
 pianeti, a 2.500 anni luce dalla Terra,
 tutti giganti gassosi che orbitano in- 
 torno a tre stelle: una quasi identica 
 al Sole, un'altra simile, la terza un  
 po' più avanti con l'età.      

DA TELEVIDEO RAI



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