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Questo è il sito del Circolo ## specializzato in UFO..... In questo sito troverai informazioni, news, immagini e video sugli UFO.


COSI' SIMILE...
31 Oct 2013 02:07 pm

Così simile al nostro pianeta

31 ott 2013 - È il più simile mai rilevato, per dimensioni e densità. Contrariamente però alla Terra ha un'orbita così stretta intorno alla sua stella, Kepler - 78, che la sua superficie raggiunge i 3000 gradi. Questo non diminuisce il valore della scoperta e dello strumento che l'ha resa possibile, il cacciatore di pianeti HARPS - N installato al Telescopio Nazionale Galileo, alle Canarie. È un risultato straordinario dice il presidente dell'INAF, Giovanni Bignami

Ruota intorno a Kepler-78, ha una massa come la Terra ed è roccioso come il nostro pianeta. È il pianeta extra sistema solare sin qui trovato con dimensioni e densità più simili a quelle del nostro pianeta, la Terra, che ha le condizioni fondamentali perché ci sia vita. Lo ha trovato HARPS-N il cacciatore di pianeti installato al Telescopio Nazionale Galileo, alle Canarie, gemello del cacciatore HARPS all’osservatorio dell’ESO di La Silla in Cile, ma con la stessa vista sulla costellazione del Cigno che era propria del satellite Kepler della NASA.

E infatti il pianeta del sistema di Kepler-78 è uno dei tanti candidati individuati dal satellite americani prima che il malfunzionamento dei suoi giroscopi lo mettessero fuori uso. L’oggetto che ruota intorno a Kepler-78 è un pianeta di taglia terrestre ma la sua orbita è strettissima: un periodo di rivoluzione della durata di sole 8.5 ore e distante un centesimo di Unità Astronomica (poco più di un milione di chilometri) dalla sua stella che, sebbene circa il 70% di massa del nostro Sole, a quella distanza rende la superficie decisamente rovente.

Solo con la precisione di Harps-N si possono determinare i parametri così dettagliatamente, anche se nello stesso numero della rivista Nature appare un articolo con lo stesso pianeta misurato dal telescopio Keck, con il cui gruppo di ricerca guidato da Francesco Pepe dell’Osservatorio di Ginevra e padre dello spettrometro Harps-N, si è confrontato e sincronizzato per la pubblicazione.

“È un risultato straordinario – dice Giovanni Bignami presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica a cui fa capo il TNG – mai si era arrivati così vicini ad individuare un pianeta di massa e densità simili a quelli della Terra. Una dimostrazione di come la caccia agli esopianeti si stia affinando e di quanto sia stata corretta la scelta di installare lo spettrometro Harps al Telescopio Nazionale Galileo, mettendolo nelle condizioni di guardare lo stesso emisfero del satellite Kepler, usando sinergicamente due tecniche per rilevare pianeti extra solari”. “Le mie vive congratulazioni a tutta la squadra INAF coinvolta e in particolare a Giusi Micela, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Palermo, che ha fortemente voluto questo strumento”, conclude il presidente dell’INAF.

Per Francesco Pepe “HARPS – N fornirà ulteriori sorprendenti risultati e, forse, troveremo un pianeta extrasolare abitabile con caratteristiche simili alla Terra. Il futuro sta nella combinazione di tutte le tecniche e le strumentazioni per ottenere un quadro globale di come gli esopianeti sono fatti, di come si formano e si evolvono”.

HARPS usa la tecnica delle perturbazioni gravitazionali che un pianeta provoca alla sua stella madre, mentre Kepler quella delle piccole diminuzioni di luminosità prodotte dal passaggio di un pianeta davanti al suo sole.

“Non è la prima volta che vi sono pubblicazioni con i dati Harps-N – aggiunge Emilio Molinari direttore del TNG – È già successo con il gruppo italiano GAPS recentemente riunito all’INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo e che ha festeggiato quota mille dei pianeti extrasolare. Ma la caccia agli exoplanets è un gioco di pazienza”. (vedi media inaf).

HARPS- N, (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher, spettrografo di precisione progettato per identificare e caratterizzare pianeti extrasolari simili per massa e struttura alla Terra e per studi di astrosismologia) contrariamente al suo omologo dell’ESO, “guarda” l’emisfero nord del cielo. Lo strumento è il gemello di quello già installato e operativo al telescopio da 3,6 metri dell’ESO a La Silla, sulle Ande cilene. Ma, essendo collocato a nord dell’equatore, ha condizioni osservative migliori per la zona di cielo occupata dalla costellazione del Cigno e della Lira. Una caratteristica di primaria importanza, visto che Kepler ha indicato centinaia di possibili candidati, scovati proprio in una regione all’interno della costellazione del Cigno. Per avere la conferma che questi “allarmi” siano realmente prodotti da pianeti, c’è bisogno di lunghe e ripetute osservazioni con misure di alta precisione realizzate da telescopi sulla Terra. Questo per riuscire a registrare le piccolissime perturbazioni nel moto delle stelle dovute agli effetti gravitazionali prodotti da corpi celesti – in questo caso pianeti – in orbita intorno ad esse.

Il progetto HARPS-N è coordinato da un consorzio internazionale guidato dall’Osservatorio dell’Università di Ginevra, a cui partecipa l’Istituto Nazionale di Astrofisica, lo Harvard Smithsonian Astrophysical Observatory, lo Harvard College Observatory e lo Harvard University Origins of Life Initiative negli Stati Uniti, e le università di St. Andrews e Edinburgh e la Queen’s University di Belfast nel Regno Unito.
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AIR FORCE DEL PERU'....
19 Oct 2013 05:30 pm

Air Force peruviana apre un Dipartimento per lo studio sugli UFO

 
Air Force peruviana apre un Dipartimento per lo studio sugli UFO

L’Air Force peruviana ha aperto un reparto specializzato che studierà il fenomeno UFO e lo ha fatto proprio ieri Venerdì 18 Ottobre 2013.  L’ Aerial Phenomenon Dipartiment Anomala Research (Difaa) sarà lanciato ufficialmente a Lima, Perù presso gli uffici dei “Dirección Nacional de Intereses Aero Espaciales” (DINAE) dell’Aeronautica Militare peruviana che formalmente ospiteranno il nuovo Dipartimento UFO.

Forza Aerea Peruviana lancia il Dipartimento per lo Studio degli UFO il 18 ottobre

Il nuovo Dipartimento (Difaa) sarà assistito direttamente da un consiglio consultivo civile. L’ annuncio del prossimo lancio di Difaa è stato ufficialmente rilasciato da Giorgio Piacenza che è un membro del Consiglio Consultivo inaugurale civile, e un consulente dell’Exopolitics Institute.

Nel suo annuncio, il signor Piacenza ha detto che il Consiglio consultivo civile comprende ricercatori, scienziati, intellettuali ed ex ufficiali dell’Air Force. Molti dei membri del Consiglio precedentemente serviti in un precursore per il nuovo Dipartimento che ha anche studiato il fenomeno UFO.

“L’atteggiamento prevalente, suppongo, sia nel Consiglio Consultivo Civile e presso l’Air Force peruviana è uno dei  più flessibili, una ricerca di che verrà effettuata con mentalità aperta e anche obiettivo e di considerare la vasta gamma di aspetti che il fenomeno UFO e la presenza di esseri extraterrestri presunta o effettiva possono comportare.”

Piacenza ha continuato a dire nel suo annuncio che “molti paesi della regione latinoamericana sono attivamente impegnate in un percorso simile a legittimare questi problemi e superare lo stigma inutile allegato alla segnalazione di UFO e la possibile o reale presenza extraterrestre.

In una presentazione formale, e due brevi conferenze,  Mr. Piacenza ha confermato in privato che egli discuterà di esopolitica come un nuovo approccio interdisciplinare per lo studio degli UFO e la vita extraterrestre.

fonti intenet,cortesia speciale Segnidalcielo.it




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UMMO, UN CASO REALE...
18 Oct 2013 09:50 pm
UMMO , UN CASO REALE DI EXTRATERRESTRI
INFILTRATI CHE OFFRONO INFORMAZIONI
SCIENTIFICHE.

UMMO CASO REAL DE EXTRATERRESTRES INFILTRADOS OFRECIENDO INFORMACION CIENTIFICA


VEDI IL VIDEO SU YOUTUBE:

UMMO CASO REALE



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MESSAGGIO DAL MIAE!
17 Oct 2013 08:26 pm

M.I.A.E.

MOVIMENTO INTERNAZIONALE
ALLEANZA EXTRATERRESTRE

COMUNICATO PER INTERNET

"O.N.U. E CONTATTO ALIENO!"

Quelli dell'ONU, credono e si illudono di poter gestire

l'evento storico del contatto e intervento extraterrestre,

ma il "FATTORE CONTATTO" sfuggirà di mano! L'ONU,

ha già fallito  molte volte nel gestire eventi e situazioni

sul pianeta...ma figuriamoci se potrebbe gestire

il contatto e l'intervento extraterrestre!

Si', la rivelazione è alle porte, ma poi dopo non si

tornerà piu' indietro. Apriranno il vaso di Pandora con

le rivelazioni sugli UFO e iniziera' un processo

irrreversibile e inarrestabile! L'era del contatto cosmico

con le civiltà aliene è ormai prossimo! Il tempo

è questo del 21°  secolo  e non c'e' nè sarà

piu' un'altro! Il pianeta Terra non puo' piu' attendere!'

CHI VUOLE E SPERA IN UN MONDO MIGLIORE
DI QUESTO...CI SEGUA! IL MIAE E' SULLA
GIUSTA STRADA!!!
 

MIAE

MOVIMENTO INTERNAZIONALE
ALLEANZA EXTRATERRESTRE

==================================

 



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I SATELLITI ATTORNO A MARTE....
16 Oct 2013 05:55 pm

I satelliti in orbita attorno a Marte fotografano la cometa Ison

16 ott 2013 - Una sonda intorno a Marte è riuscita ad avvistare la cometa ISON – già battezzata come la «cometa del secolo» – mentre sfiorava il Pianeta rosso nel suo primo viaggio nel sistema solare interno.Le immagini sono state catturate il 29 Settembre dalla fotocamera HiRISE a bordo dell’orbiter MRO della NASA.Nonostante l’immagine possa apparire sfuocata, ha fornito preziose informazioni ai ricercatori, soprattutto sulla luminosità della cometa.

«Basandoci su analisi preliminari dei dati, la cometa sembra essere nel margine basso della fascia di luminosità prevista», ha spiegato il team che gestisce HiRISE in un recente comunicato stampa. «Il risultato è un’immagine non molto graziosa, ma la scarsa attività della chioma ci aiuta a definire meglio le dimensioni del nucleo».

La cometa, scoperta nel 2012, sta passando a soli 11 milioni di chilometri da Marte proprio in questi giorni. La sonda MRO cercherà di ritratrla altre tre volte durante l’incontro ravvicinato.
Avvicinandosi al Sole, gran parte del ghiaccio della cometa evaporerà, illuminandola ancor di più.
Il 28 Novembre, la cometa mancherà di 1,2 milioni di chilometri il Sole. Quello che succederà dopo, nessuno lo sa: basta vedere il caso della cometa Lovejoy, che un anno fa era già stata data per morta dopo essersi quasi schiantata con la nostra stella, e che poche ore dopo era stata vista emergere illesa dall’altra parte del Sole.
Ciò che però sappiamo è che, se anche la cometa dovesse frantumarsi, i pezzi di roccia che si verrebbero a formare non rappresenterebbero un rischio per il nostro pianeta.
La cometa, se dovesse invece sopravvivere, potrebbe diventare fino a 10 volte più luminosa di Venere, il pianeta più brillante nei nostri cieli.
Sulla cometa saranno puntati anche gli occhi di altri osservatorii, come l’americano SOHO, studiato per osservare il Sole. Anche Venus Express e Proba-2, rispettivamente in orbita attorno a Venere e alla Terra, si gireranno in direzione della cometa tra Novembre e Dicembre.
Non essendo state studiate per osservare comete, queste sonde potrebbero avere difficoltà nel portare avanti le osservazioni, ma presto dovrebbero scendere in campo anche strumenti più adatti, come il telescopio Hubble.
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ALIENI DI ASPETTO UMANO...
15 Oct 2013 03:09 pm
Alieni di aspetto umano sono tra di noi!!
 

 

Intervista a Timothy Good di Paola Harris

 

PH: Cosa hai imparato sulla presenza extraterrestre sulla Terra?

 

TG: Nell’ultimo capitolo “ Unearthly Disclosure “ parlo delle rivelazioni che mi sono state fatte da personale militare e dei servizi segreti riguardo allo “status quo”. Sono informazioni che risalgono agli anni ’80 fino all’’89, quindi sono un po’ datate ma molto significative. Mi è stato rivelato che gli Alieni hanno stabilito basi qui da molto tempo e che sono qui da tantissimo.

 

PH: Quindi alla fine di questo libro tu giungi a queste conclusioni.

 

TG: Sì, ho ricevuto moltissime informazioni riguardo a basi aliene su questo pianeta, collocate soprattutto negli Stati Uniti..

 

PH: Le nomini?

 

TG: Si, una si trova in Australia, due nel Pacifico che sono molto grandi, alcune nell’area delle Bermuda e una nei Caraibi.

 

PH: Esistono anche città, è vero? Intere città?

 

TG: Non saprei dirlo, io non le ho viste.

 

PH: Ma cosa dicono le tue informazioni?

 

TG: Basta che pensi alle informazioni fornite da quel contattato venezuelano, non ricordo come si chiama -Enrique Castillo Rincon- che è stato preso alla fine degli anni ’70 ed è stato portato in due basi aliene, una delle quali nelle Ande. L’altra era nella Fossa delle Marianne, la parte più profonda dell’Oceano Pacifico. Scende fino a 11000 metri di profondità e da qualche parte, lungo i bordi della fossa, esiste una grande base aliena descritta come un insieme di grandi globi sottomarini completamente autosufficienti, con vegetazione ed abitanti di aspetto umano.

 

PH: Timothy, quando io dico “base” penso ad una base militare, la gente pensa che gli Alieni abbiano basi militari.

 

TG: Beh, non è detto che una base sia per forza militare, per esempio “base” può significare anche “campo base”.

 

PH: Sì, ma quando le persone pensano ad una base, pensano ad una base militare.

 

TG: Beh, non dovrebbero.

 

PH: Quindi dobbiamo chiarire che quando tu ed io parliamo di “basi” intendiamo semplicemente “posti dove loro vivono”.

 

TG: Voglio anche aggiungere che molti di questi esseri si trovano su questo pianeta da molto prima di noi. Quindi non ci stanno semplicemente facendo visita, sono esseri che hanno vissuto su questo pianeta ben prima dell’Homo Sapiens e, infatti, sono loro gli artefici della nostra evoluzione. Noi siamo una razza ibrida.

 

PH: E non sono tutti Grigi.

 

TG: Assolutamente no.

 

PH: Questo è proprio ciò che voglio far sapere alla gente.

 

TG: Esistono specie differenti.

 

PH: Esistono specie differenti e gran parte di esse sono umanoidi.

 

TG: Esattamente.

 

PH: E alcuni di loro possono essere tranquillamente scambiati per umani.

 

TG: Assolutamente.

 

PH: Ed è questo che la gente non vuole capire. Si sono impressi in mente un’immagine stereotipata di alieni piccoli, grigi e con grandi occhi e questi sarebbero gli unici extraterrestri presenti sul nostro pianeta. Ma non è così.

 

TG: Ne esistono molti tipi differenti e alcuni di essi sono certamente umanoidi, collegati a noi geneticamente..

 

PH: Cosa dice quel contattista? Che aspetto avevano?

 

TG: Emotivamente erano molto freddi con lui. In quelle basi c’erano uomini e donne e lui li incontrò per diversi anni. Era diventato amico di uno di loro che in quel periodo viveva tra noi dissimulato come uomo d’affari svizzero. Lo incontrò in Sud America. Lui era qualcosa tipo un rappresentante di lozioni dopobarba. Enrique rimase amico di questo personaggio per molto tempo. Pensava che fosse un individuo molto interessante anche se dal comportamento a tratti bizzarro. Ma tempo dopo Enrique venne prelevato con un raggio di luce a bordo di un’astronave che era uscita da un lago in Sud America, non ne conosco l’esatta posizione geografica. E lì si trovò davanti il tizio che lui aveva pensato essere un uomo d’affari svizzero.

 

        EBE TOVATA NELL’ ASTRONAVE  SULLA LUNA

 

PH: Questa storia suona familiare, dobbiamo seguirla. E’ molto interessante il fatto che una persona che sembrava un uomo d’affari svizzero fosse uno di loro.

 

TG: Anche io ho avuto il mio contatto con loro, quindi posso parlare con cognizione di causa.–

 

 

PH: Puoi darmi maggiori dettagli?

 

TG: Bene, ho già parlato di quest’ episodio in qualcuno dei miei libri. Per esempio, nel 1967 mi trovavo a New York con la London Symphony Orchestra. A quell’epoca avevo già incontrato alcuni amici di George Adamski che mi avevano parlato di alieni presenti in territorio statunitense ed avevo già avuto un’esperienza, nel 1963 e sempre in America, con una donna che mi aveva confermato telepaticamente di non essere terrestre quando, col pensiero, glielo avevo domandato. Dunque, la stessa cosa accadde a New York nel febbraio del 1967. Mi misi a chiedere mentalmente, con molta intensità, una prova che esseri di altri mondi vivessero lì e lavorassero lì. Dopo circa mezz’ora di questa forte emissione mentale entrò nella hall dell’albergo in cui mi trovavo un tizio alto circa un metro e ottanta, vestito con un impeccabile completo grigio, camicia bianca, cravatta scura, capelli un po’ ondulati, colorito leggermente abbronzato ed uno sguardo molto intelligente. Prima che questo accadesse avevo seguito questa procedura: mi ero seduto nell’atrio e avevo cominciato a ripetere mentalmente: “Se qualcuno di voi si trova nell’area di New York, per favore venga a sedersi vicino a me e mi dia una prova.” E dopo circa mezz’ora arrivò questo tizio e si sedette vicino a me, Aveva con sé una valigetta diplomatica, la aprì con un gesto deliberato e ne tirò fuori il New York Times, iniziò a girare le pagine, ripiegò il giornale e lo rimise dentro rimanendo seduto. Allora io pensai “forse è quest’uomo vicino a me” ed iniziai a chiedergli mentalmente: “Se sei di un altro mondo per favore porta l’indice della mano destra all’altezza della narice destra e tienila ferma.” Non appena pensai questa frase lui fece esattamente quel gesto, poi si alzò e se ne andò.

 

PH: In quale libro parli di quest’episodio?

 

TG: Alien Base (Base Terra n.d.T). Comunque ci sono stati anche altri incontri; quello con la donna fu nel 1963. La gente mi ha chiesto spesso “perchè non parli con loro?” Non so dire il perchè. Comunque l’anno scorso, senza entrare in dettagli, forse ho avuto l’opportunità di parlare con qualcuno che credo non fosse di questo mondo.

 

PH: Mi puoi dire in che paese ti trovavi quando accadde quest’altro episodio?

 

 

TG: In Europa. Mi convinsi che quell’uomo non era di questo mondo. Non vi fu alcuna conferma telepatica ma io ero certo che lui venisse da qualche altra parte, protesi la mano verso di lui e lui la toccò appena guardandomi intensamente. Io lo guardai a mia volta e dissi:” Penso che tu possieda una grande conoscenza”. Lui non disse nulla e questo fu tutto. Certo è una prova ben misera paragonata alla storia precedente ma bisogna comprendere i piccoli particolari che denotano il modo di agire di questa gente.

 

PH: Noi non disponiamo di una base metodologica di studio per gli alieni di tipo umano. Se cerchiamo le prove abbiamo ben poca gente disposta a parlarne. Per questo non abbiamo alcun tipo di protocollo da seguire. A un certo punto nel mio libro (Esopolitica, come parlare con una sfera di luce?) parlo del documento congiunto Einstein-Oppenheimer, la lettera del Majestic-12 in cui loro due parlano del futuro, della necessità di essere tutti uniti per creare un protocollo di azione riguardo a questi esseri che vengono a farci visita. Il problema è:”chi dovrebbe rappresentare la Terra?” e fu a questo problema che Eistein e Oppenheimer tentarono di dare risposta quando inviarono la loro lettera al presidente Truman.

 

TG: E’ vero?

 

PH: Devi leggere cosa c’è in quel documento, è molto interessante. Fa parte dei Documenti Majestic.

 

TG: Li ho letti, Tim Cooper me li ha mandati alcuni anni fa.

 

PH: Dice che dovrebbe esistere una specie di “Super ONU” in grado di rappresentare la Terra nel suo complesso perchè nessuna singola nazione può arrogarsi il diritto di rappresentare l’intera specie umana. Dice anche che questi altri esseri potrebbero possedere delle proprie culture. La data del documento è giugno 1947, quindi prima di Roswell.

 

TG: Certo, comunque anche prima erano stati recuperati velivoli alieni. Sembra che ne sia stato recuperato uno nel 1945 in Nuovo Messico, un altro nel 1941 in Missouri, un altro nelle Hawaii nel 1944 recuperato dalla Marina degli Stati Uniti e, naturalmente, c’è quello recuperato in Italia nel 1933. Esiste la riproduzione del documento originale.

 

PH: Gli X Files di Mussolini?

 

TG: Sì, abbiamo proprio la copia del telegramma del 1933.

 

PH: Il tuo lavoro è talmente enorme ed hai svolto tali e tante ricerche che qui mi focalizzerò solo sulla questione che riguarda gli Alieni di aspetto umano, questione che è sorta prepotentemente in Italia negli ultimi tempi, grazie all’uscita di due libri. Questi libri parlano di basi sotterranee e sottomarine e di alieni in tutto e per tutto simili a noi nell’aspetto.

 

Allora perchè pensi che la nostra società abbia dato tanta importanza ed abbia commercializzato solo un tipo di Alieno, il cosiddetto EBE-Entità Biologica Extraterrestre?

 

TG: Probabilmente perchè gli alieni di aspetto umano non sono abbastanza impressionanti.

 

PH: Ma ciò ha portato moltissima gente a screditare Adamski.

 

TG: Adamski aveva ragione su molte cose. Lui lavorò anche per il Governo degli Stati Uniti, lo sapevi?

 

PH: No, non lo sapevo.

 

TG: Aveva un passaporto speciale, è in Alien Base (Base Terra n.d.T.), puoi leggerlo.

 

PH: E’ per questo che fu sepolto ad Arlington?

 

TG: Fu sepolto ad Arlington perchè aveva prestato servizio nell’esercito circa nel 1913. Chiunque abbia fatto parte dell’esercito può essere sepolto ad Arlington, non c’è nulla di misterioso in questo.

 

PH: Il messaggio fondamentale di Adamski fu che loro erano qui, che erano umanoidi, che erano come noi e che volevano contattare i principali rappresentanti del potere, incluso il Vaticano.

 

TG: E lo hanno fatto. Adamski visitò il Papa nel maggio del 1963, questo è sicuro.

 

PH: Con un messaggio chiaro.

 

TG: Sì, da parte della gente di altri mondi con cui lui era in contatto. Lui fu anche il primo a dire che gli alieni avevano stretto dei rapporti con il nostro apparato militare. Lo disse negli anni ’50.

 

PH: Okay, le affermazioni di Adamski concordavano con quelle di Eugenio Siragusa in Sicilia.

 

TG: Un altro contattista molto interessante, in seguito diventò piuttosto strano ma è chiaro che per la gente diventa difficile vivere con simili personaggi.

 

PH: Il contattista di cui mi sto occupando attualmente si chiama Maurizio Cavallo e ha fatto parte del gruppo di Siragusa. Si trovava in Sicilia quando aveva 13 anni e insieme a lui c’era Giorgio Buongiovanni. Cavallo afferma di aver visto alieni alti e biondi con tute blu che si aggiravano intorno a casa di Siragusa sotto l’Etna.

 

TG: Anch’io ho scritto molto su questi primi casi italiani degli anni ’50. Sono assolutamente affascinanti e, credo, molto, molto importanti.

 

PH: Ma, Timothy, lui possiede ben quattro lettere del presidente Eisenhower, io ne ho pubblicata una nel mio nuovo libro.

 

TG: Esatto,sono casi molto interessanti e c’è un nuovo libro, tra l’altro, in inglese, proprio sui contattasti italiani di quel periodo. Spero di comprarlo qui.

 

PH: Poiché sia Siragusa che Adamski ebbero questi contatti, perchè decise di scrivere a Siragusa?

 

TG: Non lo so, non ho visto la lettera.

 

PH: Ce l’ho io, è genuina e ne esistono ben quattro.

 

TG: E’ ancora vivo?

 

PH: No, ma ci sono sua moglie e suo figlio che ci stanno fornendo questo materiale. Io ho una copia xerox di una delle quattro lettere. E’ molto cordiale. C’è il nome di Eisenhower in cima e c’è scritto qualcosa di generico tipo” Sì, faremo tutto quello che è in nostro potere , vi facciamo i migliori auguri” etc. La firma è quella del Presidente. Tu fai parte di quei ricercatori che pensano che Eisenhower entrò in contatto con gli alieni?

 

TG: Sì, ma non posso pronunciarmi sulla lettera perchè non l’ho vista.

 

PH: Comunque tutto questo avrebbe un senso. Ti posso mandare una copia della lettera così la puoi studiare. Perchè mai Eisenhower avrebbe dovuto scrivere ad un contattista italiano?

 

TG: Sono sicuro che esiste una base nel Mediterraneo.

 

PH: Quindi negli anni ’50 e ’60 ci fu un tentativo (lasciamo da parte Billy Meier per il momento) da parte di alieni di aspetto umano di entrare in contatto con noi e questo viene generalmente rifiutato perchè questi esseri avrebbero avuto aspetto umano.

 

TG: Sì, questi sono i fatti perchè loro sono connessi con noi, sono i nostri fratelli maggiori, se preferisci. Sono qui da molto più tempo di noi.

 

PH: Concordo con te. E questo come cambia la situazione, visto che il contatto è già avvenuto?

 

TG: Non so dirtelo. Penso che dovremo aspettare nuove prove, forse prove scientifiche dell’esistenza di civiltà precedenti alla nostra. Si parla tanto di Atlantide e Lemuria, forse in futuro emergeranno prove concrete di tutto questo.

 

PH: Ritieni che i nostri governi sappiano che alcuni di questi esseri sono uguali a noi?

 

TG: Beh, quando parliamo di governi dobbiamo renderci conto del fatto che in quegli ambiti sono solo pochissime persone a sapere come stanno veramente le cose. E’ un argomento talmente spinoso che è tenuto segretissimo. Ma quei pochi che nei governi hanno accesso alle informazioni sono ben consapevoli che esistono comunicazioni e contatti con militari, sicuramente con alcuni scienziati e forse anche con persone normali, e che questo va avanti da moltissimo tempo, forse da migliaia di anni.

 

PH: Pensi possibile che alcuni di questi individui o gruppi che sono come noi abbiano collaborato nella realizzazione di tecnologie avanzate?

 

TG: Penso che sia possibile, ma non so fino a quale livello. E’ possibile che noi si abbia degli alleati, degli amici che ci stiano aiutando a sviluppare, per esempio, tipi di trasporto più efficienti degli attuali. Comunque non posso darlo per certo. Ho raccolto anche voci che dicono che ci avrebbero fornito nuovi tipi di armi. Credo che l’ex ministro della Difesa canadese Paul Hellyer abbia inteso dire che ci stiamo preparando per le Guerre Stellari, la guerra nello spazio, ed è molto preoccupato per questo. Se fosse vero sarebbe veramente agghiacciante, ma ci sono anche dati che parlano di una minaccia rappresentata da altre specie di alieni, ne sono certo.

 

PH: Ciò implicherebbe che non sono tutti positivi nei nostri confronti. E’ importante sottolinearlo. Un’ultima domanda: esiste un messaggio spirituale in tutto questo e se c’è, qual è?

 

TG: Che siamo esseri forniti di spirito, che esiste un legame con questi esseri antico di millenni e che ci sono segnali positivi all’orizzonte che ci fanno sperare in un enorme passo avanti per l’umanità che le farà finalmente comprendere qual è il suo vero posto nell’universo.

 

PH: Quindi c’è ancora speranza.

 

TG: Indubbiamente ci sono grandi possibilità là fuori. Bisogna pensare in maniera positiva.

 

PH: E’ per questo che continui a lavorare tanto e continui a fare divulgazione?

 

TG: E’ possibile, non posso affermarlo con sicurezza, ma mi sento guidato. E’ per questo che sono qui e faccio quello che faccio. Penso che il vero motivo sia questo.

 

fonte: paolaharris.com
fonti internet, cortesia newsapacalypse

 

 



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PRIMO ASTEROIDE...
15 Oct 2013 01:39 pm

Primo asteroide ricco d’acqua trovato fuori dal sistema solare


Per la prima volta è stato scoperto un corpo roccioso ricco d’acqua al di fuori del sistema solare: ha cioè gli ingredienti fondamentali per la vita. L’oggetto è ciò che resta di un grande asteroide o forse un piccolo pianeta distrutto dal collasso della sua stella madre che somigliava al Sole e che probabilmente ospitava pianeti simili al nostro. La scoperta, senza precedenti, è stata pubblicata su Science, dal gruppo coordinato da Jay Farihi dell’università britannica di Cambridge.

CORPO DI UN SISTEMA DISTANTE 170 ANNI LUCE. Il sistema solare al quale apparteneva l’oggetto, distante circa 170 anni luce, ora offre uno sguardo su quello che sarà il futuro della Terra e degli altri pianeti interni del nostro sistema solare quando il sole morirà. Questo sistema lontano è anche un’occasione unica per studiare la formazione ed evoluzione dei pianeti abitabili e cercare di comprendere come si è formata la vita sulla Terra.
È la prima volta infatti che l’acqua viene scoperta fuori del sistema solare in un corpo roccioso simile ai mattoni che hanno formato il nostro pianeta, in precedenza, infatti, era stata rivelata solo nell’atmosfera di giganti gassosi. Grazie al telescopio Hubble gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa), i ricercatori hanno analizzato i detriti che circondano la nana bianca GD61 e misurato la quantità di ossigeno, magnesio, alluminio, silicio, calcio e ferro.

L’ASTEROIDE AVEVA IL 26-28% DI ACQUA. È stato scoperto un eccesso di ossigeno, che per gli esperti non può essere intrappolato nei minerali ma è dovuto all’acqua contenuta nei frammenti di ciò che una volta era un asteroide del diametro di circa 90 chilometri (o anche più grande), composto dal 26-28% di acqua. La quantità di acqua è paragonabile a quella contenuta in alcuni asteroidi della fascia principale del sistema solare. Si pensa che dal bombardamento di oggetti come questi la Terra, nata molto ‘secca’, si sia poi arricchita d’acqua. «La scoperta dell’acqua in un grande asteroide significa», ha osservato Farihi, «che i mattoni dei pianeti abitabili come la Terra esistevano e forse esistono ancora nel sistema GD61».
Fonte: http://www.lettera43.it/cultura/primo-asteroide-ricco-d-acqua-trovato-fuori-dal-sistema-solare_43675110718.htm
http://www.signoraggio.it/primo-asteroide-ricco-dacqua-trovato-fuori-dal-sistema-solare/
fonti internet, cortesia terrarealtime



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SCIAMI DI METEORE E NUOVE COMETE...
13 Oct 2013 03:41 pm

Sciami di meteore e nuove comete nel sistema solare. Cosa sta succedendo nello spazio?

 
Sciami di meteore e nuove comete nel sistema solare. Cosa sta succedendo nello spazio?

La pioggia di detriti spaziali, (meteore) che stanno interessando il nostro pianeta dall’inizio del 2013, fino a qualche giorno fa, quando una meteora è esplosa sulla Bosnia centrale, (foto sotto) fanno parte di un evento che molti dei ricercatori avevano immaginato. La Nasa prima che chiudesse la propria agenzia, ha confermato il passaggio di sciami di meteore che potevano attraversare il nostro pianeta e questo veniva confermato dalla’Agenzia Spaziale Russa.
La comunità di scienziati americani che adesso non percepiscono più los tipendio grazie alla crisi economica, confermano anche attraverso i loro colleghi russi che lo spostamento delle comete, asteroidi e altri detriti spaziale  verso la parte interna del nostro sistema planetario, è dovuto solo ed esclusivamente alla migrazione dei pianeti gassosi giganti grandi come Giove. Lo spostamento e quindi la migrazione di questi pianeti gassosi, stanno creando la più grande tempesta di meteoriti nella storia del nostro sistema solare. Tutto questo sta avvenendo sotto i nostri occhi e a maggior ragione, proprio adesso vi era bisgono di ulteriori sforzi /(anche economici) per poter lanciare telescopi spaziali di nuova generazione, per osservare questi detriti cosmici che vagabondano nel nostro sistema solare e che potrebbe risultare minacciosi per il nostro pianeta.

La ricerca pubblicata sulla rivista Nature mostra come questi bombardamenti pesanti di meteore, possano essere replica di una tempesta cosmica avvenuta 3,9 miliardi anni fa, quando, secondo la scienza, si era formato il sistema solare che oggi conosciamo.
Quindi gli stessi ricercatori hanno ipotizzato che lo scenario che è accaduto miliardi di anni, potrebbe di nuovo accadere. Se qualche pianeta gigante  e gassoso come Giove o Saturno, o comunque anche esopianeti che si trovano all’esterno del nostro sistema planetario, migrando o comunque muovendosi, quindi passando in una fase di miigrazione planetaria, potrebbero spingere con i loro effetti gravitazionali gruppi o sciami di meteore, asteroidi e comete verso l’interno del nostro sistema planetario. In questi giorni abbiamo potuto osservare alcune comete che hanno impattato sul Sole, causando tempeste solari di piccolo rilievo ma abbastanza utile questo a far comprendere alla comunità di astrofisici, che qualcosa nello spazio sta causando questo movimento che potrebbe risultare minaccioso per la Terra.
I rischi di collisione di questi sciami potrebbero interessare quindi pianeti interni come Marte, la Terra e la Luna, Venere e Mercurio. Questa ipotesi è stata avanzata dal dottor Simone Marchi della Southwest Research Institute, Boulder in Colorado, che sostiene tale teoria in base a un nuovo studio di rocce lunari portate sulla Terra attraverso la missione Apollo 16.
In queste analisi sulla polvere e rocce lunari vi sono due tipi principali di meteoriti e la maggior parte includono un’alta  concentrazione di metallo di tipo H-condriti, che costituiscono quasi la metà di tutte le meteore e meteoriti che si ritiene abbia avuto origine nella fascia degli asteroidi  che si trovano nella zona posta vicino ai pianeti gassosi.
Quindi qualcosa spinge queste meteore verso la parte interna del sistema planetario con i rischi di collisione e impatto molto simili a quello avvenuto in Russia il 15 febbraio 2013. Non a caso il meteorite caduto a Chelyabinsk e’ stato studiato dagli esperti dell’Istituto di Geologia e mineralogia di Novosibirsk e frammenti ripescati dal lago Chebarkul, (vicino Chelyabinsk) sono composti dallo stesso minerale e mostrano i segni di un processo di fusione molto intenso, precedente alle temperature elevatissime che il meteorite ha incontrato al momento dell’ingresso nell’atmosfera terrestre. Il meteorite di Chelyabinsk è molto primitivo e appartiene alla famiglia delle condriti LL5 (condriti ordinarie – Condriti H- Condriti L – Condriti LL).
Il dottor Marchi e i suoi colleghi quindi ammettono che a  causare questa migrazione (spostamento) delle meteore verso la Terra, potrebbe essere quindi una migrazione planetaria e non è detto che ciò stia di nuovo accadendo.
Non a caso lo scienziato astrofisico Anatoly Perminov, presidente dell’agenzia spaziale russa, è allarmato per la presenza di un oggetto che egli dice essere il responsabile del “distacco” degli oggetti della Cintura di Kuiper, alcuni dei quali hanno colpito Giove nel 1994 (Shoemaker-Levy) e anche negli ultimi anni. Contrariamente a ciò che dicono gli scienziati americani, loro credono che si tratti di una stella nana bruna oppure di un nuovo pianeta che sta entrando nel nostro Sistema Solare. Il team spagnolo di astrofisici aggiunge che questo oggetto, può avere anche dei pianeti che lo circondano. Dunque un sistema planetario completo.

fonti internet, cortesia speciale Segnidalcielo.it



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ALLERTA DELL'AGENZIA SPAZIALE...
10 Oct 2013 03:30 pm

L’Agenzia Spaziale Russa lancia l’allarme per la Cometa ISON

 

Il 29 novembre 2013 vedremo il passaggio della cometa ISON ad una distanza minima dal Sole, pari a 1,1 milioni di chilometri, mentre il 26 dicembre 2013 la cometa passerà a circa 60 milioni di chilometri dalla Terra e lo farà quando sarà seguita da molti frammenti spaziali creati dal vicino passaggio al Sole. Cosa accadrà in quel periodo?

In un video che è appena apparso su Internet, sarebbe stato ottenuto dal radar spaziale cinese dove si può vedere chiaramente la presenza di due oggetti vicino la cometa. Prima della pubblicazione del video, era circolata la notizia riguardo l’ipotesi che la cometa “si sposta in modo anomalo”, anche se non esistono prove per confermare questa informazione.

Precedentemente l’Agenzia Spaziale Federale (ROSCOSMOS) ha riferito che la cometa ha fatto un certo numero di “inspiegabili aggiustamenti orbitali” attorno di Marte sotto la supposta influenza di altri oggetti cosmici. Esiste il parere che la cometa non lascerà indenne l’approccio al Sole Secondo l’ultimo studio scientifico del colombiano Ignacio Ferrin, professore di astronomia presso l’Università di Antioquia, la cometa ISON , che dispone di una luminosità eccellente, può disintegrarsi prima che si avvicina al Sole, poi dopo con i suoi frammenti al seguito, passerà vicino alla Terra e non  sappiamo cosa ci aspetta.

 

ISON non è enorme ma…

Gli scienziati della Società per l’Osservazione della Cometa ISON – CIOC, stima che il nucleo della cometa ha un diametro compreso tra 0,2 e 2 chilometri, ma altri esperti suggeriscono che la sua dimensione è circa 5 miglia. Questi dati suggeriscono che ISON è una cometa di medie dimensioni rispetto, per esempio alla cometa Hale-Bopp da 30 km di diametro che  è stata osservata in cielo nel 1997.

Rocce spaziali all’interno del Sistema Solare

Gli scienziati suppongono che è il primo viaggio di ISON sia nel sistema solare e proveniente dalla nube di Oort, una sorta di serbatoio di comete e  un insieme di rocce ghiacciate che orbita attorno al Sole ad una distanza di 50.000 volte quella della Terra. La cometa è stata scoperta da due astronomi provenienti da Russia e Bielorussia, che hanno trovato ISON il 21 Settembre 2012 con l’aiuto del foto Optical Telescope Science International Network. ISON è stat espulsa dalla Nube di OOrt per cause ancora da chiarire, ma già si pensa che a farlo sia stato un corpo extra planetario o la presenza di una stella oscura.

Ci sarà un Armageddon sulla Terra ?

La cometa ISON passerà a circa 60 milioni di chilometri dalla Terra il 26 Dicembre 2013 e lo farà dopo che si sarà disintegrata in migliaia di frammenti quando si troverà vicino al Sole il 29 Novembre 2013. Questi frammenti spaziali saranno un pericolo quando voleranno in direzioni diverse, ma continueranno il loro viaggio secondo l’orbita primaria della cometa, che appunto passerà vicino alla Terra. Gli scienziati russi comunque si dicono fiduciosi e non credono che ci possano essere pericoli per il nostro pianeta, ma le operazioni della FEMA negli Stati Uniti e la chiusura della NASA, della US NAvy e del Comando di Controllo Spaziale, non rendono molto felice la comunità di ricercatori che vedono molto male questa situazione con i rischi di una sorta di Armageddon.

fonti internet,cortesia speciale segnidalcielo.it




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MARTE E LE SUE IMMENSE FORESTE...
08 Oct 2013 03:21 pm
Marte e le sue "misteriose ed immense foreste"
Forse non tutti sanno dell’esistenza di alcune sconvolgenti fotografie trasmesse a terra dalla MOC (Mars Orbiter Camera(MOC) a bordo della sonda MGS (Mars Global Surveyor) prima che smettesse di funzionare “morendo” il 2 novembre 2006.

Oltre alle fotografie di strutture rassomiglianti a tunnel trasparenti all’interno di canyon, osserviamo la presenza di “cose” che sembrano alberi riuniti in gruppi sparsi o intere foreste.


La possibilità dell’esistenza di vita extraterrestre ha sempre affascinato l’umanità. Per altro, tra gli scienziati si è fatta strada l’idea che se la vita esiste su Marte, questa debba essere allo stadio di batterio.

Nondimeno, ci sono delle immagini riprese dalla MOC che rimangono inesplicabili.

È il caso della foto scattata a latitudine -82.02°, longitudine 284.38° (vicino al polo Sud marziano) che ha mostrato qualcosa di incredibile ma tutt’ora trascurato: una qualche forma di vegetazione su Marte.

(immagine n° M08-04688, link ufficiale: http://ida.wr.usgs.gov/html/m08046/m0804688.html)

Queste formazioni assomigliano decisamente a macchie di vegetazione terrestri, compresi i sistemi di ramificazioni, fotografate dall’alto. Ecco un lembo di suolo marziano ripreso dalla MOC che mostra alberi. La più semplice spiegazione per tali immagini, seguendo il dettame detto del rasoio di Occam, è che si tratti di organismi vegetali di un qualche genere.

Raffrontando la scala questi “organismi” possono essere enormi, alti fino a un chilometro.

Tuttavia, ragioniamo sulle condizioni ecologiche del pianeta rosso. Ora su Marte c’è un clima rigidissimo ma anche in Siberia nella cui taiga esistono numerose specie arboree.

La condizione sine qua non per la crescita delle piante (sulla Terra), specie gimnosperme molto resistenti non sono la tenue pressione atmosferica e la minore gravità che, anzi, unite all’abbondanza di anidride carbonica gassosa, costituiscono un vantaggio per le piante, ma la presenza di acqua liquida nel suolo.

C’è acqua allo stato liquido nel sottosuolo di Marte? Le piante che vivono nel permafrost potrebbero adattarsi a Marte? Buona domanda o no?

Gli organismi vegetali (terrestri) per vivere, crescere e riprodursi hanno fondamentalmente bisogno di tre cose:

Acqua (allo stato liquido)
Luce (inteso anche come un intervallo di temperatura)
Nutrienti minerali e anidride carbonica (da organicare attraverso la fotosintesi clorofilliana)
Ora, su Marte la quantità di luce che arriva al suolo è simile a quella che raggiunge la superficie terrestre (la maggior distanza dal Sole è compensata da un atmosfera più rarefatta). Data l’enorme effetto serra prodotto dalla CO2 in atmosfera anche la temperatura al suolo, specie ai tropici, non deve essere troppo bassa. Inoltre sul pianeta rosso esiste la disgregazione meteorica eolica e termica delle rocce per cui esiste la possibilità della disseminazione tramite il vento (anemocora) e il substrato per l’attività radicale delle piante. Le Conifere (pini, abeti, larici, sequoie) sono piante antichissime che una volta dominavano le terre emerse in particolare durante il periodo Carbonifero (350-300 milioni di anni orsono), così chiamato perché i tronchi di questi esseri vegetali con il tempo fossilizzarono diventando l’attuale carbone fossile.

Se ben guardiamo, non ci sono controindicazioni biologiche alla crescita regolare di alcune specie di piante arboree simili alle conifere terrestri su Marte.

Atmosfera più rarefatta che sulla Terra quindi maggior necessità di superfici per l’interscambio gassoso compensata dalla maggiore quantità di anidride carbonica
Gravità un terzo di quella terrestre che favorisce la crescita geotropica
Probabile mancanza di parassiti e infestanti specifici
Durata del giorno (ritmo circadiano) simile alla Terra e alternanza delle stagioni sebbene di durata doppia
Sotto tali condizioni l’ipotesi dell’esistenza di esseri vegetali giganteschi diventa più accettabile. Sovente questi “boschetti” si allargano attorno ad apparenti bacini contenenti del liquido, presumibilmente acqua. Del resto perché non ci dovrebbe essere? L’ossigeno è abbondantissimo su Marte sia nelle rocce perlopiù ossidi (composti dell’ossigeno) sia nell’aria ricchissima di anidride carbonica. L’idrogeno che serve per formare l’H2O è l’elemento più comune nell’universo.

La necessità di celare l’esistenza di esseri vegetali viventi su Marte giustifica anche i sospetti che il colore del cielo marziano venga alterato onde celare il colore azzurrognolo causa la presenza di ossigeno di origine biologica.

Nessuno scienziato sta attualmente studiando questa documentazione. Perché? A quale scopo mantenere questo incommensurabile segreto?

La questione è probabilmente di ordine religioso.

Il sistema economico globale si regge grazie ai conflitti di religione. Religione in senso metafisico e metaforico di superiorità di un sistema economico sull’altro, di una razza sull’altra, di un ordine sociale su di un altro, lo scontro di civiltà.

Se si scoprisse che antichissime civilizzazioni hanno costruito immense strutture su Marte, già visibili nel 1800 da Schiaparelli, il nostro mondo eretto su dogmi scolpiti nella sabbia crollerebbe.

Alla Nasa a mezza bocca ammettono di tenere nascosto tutto perché “non sappiamo gestire la verità” (“We can’t handle the truth”). Infatti, riflettete, quale sarebbe la conseguenza filosofica del non conoscere quale Dio ha creato la vita su Marte. Una umanità tremante e sgomenta alzerebbe gli occhi al Cielo domandandosi:

Il mio Dio o il tuo Dio?

Quale Entità più equanime, più salvifica, più misericordiosa ha piantato alberi sul suolo di un altro pianeta?

Di fronte al dilemma angosciante le guerre si fermerebbero, così il commercio di armi, i consumi si arresterebbero, con la produzione industriale che collasserebbe.

Tutti i giorni vengono commessi crimini efferati in nome di un Dio trascendente o soggettivo che è causa di orrore anziché pace.

Ai leader religiosi sfuggirebbe il controllo delle masse alla stregua dei politici. Si ritornerebbe al caos primordiale, ossia prima che la morale delle religioni e l’etica delle istituzioni laiche mettessero ordine tramite i loro dettami.

Per questo, nonostante la NASA abbia fornito immagini eloquentissime, di condotti artificiali, di intere foreste, di costruzioni erette per ingraziare qualche divinità su Marte, non ne sentiamo parlare. Forse.



A confermare la volontà di mantenere lontano dalle “masse” queste argomentazioni subentra oggi anche il totale silenzio della missione “Curiosity” sull’argomento. Come mai ci sono arrivate solo immagini provenienti da altopiani rocciosi e non si è mostrato nulla né parlato, anche come smentita, delle straordinarie foreste di Marte?

Fonte: pianetax.wordpress.com

http://www.ecplanet.com/node/4012
 


fonti internet,cortesia terrarealtimeblogspootit

fonti internet, cortesia tewrrarealtimeblogsppot
 




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