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NIBIRU POTREBBE ESISTERE...
05 Nov 2013 02:50 pm

Planet X- Nibiru orbiterebbe vicino alla Fascia di Kuiper spostando detriti spaziali verso la Terra

 
Planet X- Nibiru orbiterebbe vicino alla  Fascia di Kuiper spostando detriti spaziali verso la Terra
 

Nel 1983 il telescopio orbitale denominato IRAS – (Infrared Astronomical Satellite – Satellite Astronomico ad Infrarosso) (1) avrebbe scoperto un planetoide delle dimensioni di Giove nella direzione di Orione ben oltre il nostro sistema solare. Il misterioso corpo celeste provocò perplessità tra gli astronomi che non furono in grado di stabilire se fosse effettivamente un pianeta, una cometa gigante, o una vicina protostella che non s’era riscaldata abbastanza da diventare una stella, o una galassia distante così giovane da essere ancora in fase di formazione. “Tutto ciò che posso dirvi è che noi non sappiamo cosa sia”, disse Gerry Neugebauer, lo scienziato del programma IRAS per il Jet Propulsion Laboratory della California e direttore dell’Osservatorio Palomar presso il California Institute of Technology. Quella dell’IRAS, secondo diversi studiosi in primis Zecharia Sitchin, fu una scoperta determinante nell’ambito della ricerca di Nibiru (Pianeta dell’Attraversamento) perché sancì l’ennesimo ed effettivo interessamento (anche se mai avallato con dichiarazioni ufficiali) dell’establishment scientifico al famigerato Decimo Pianeta allora noto principalmente grazie agli studi e i testi del noto sumerologo. Ennesimo interessamento perché in realtà già in precedenza l’ente spaziale americano aveva chiaramente lasciato intendere di essere sulle tracce di Nibiru.

In effetti il 17 giugno 1982, la NASA in un comunicato stampa dell’Ames Research Center riconobbe ufficialmente la possibilità dell’esistenza di “qualche genere di oggetto misterioso” oltre i pianeti estremi del nostro sistema solare. Diversi articoli rilasciati dalla stampa dell’epoca confermarono che gli scienziati stavano cercando davvero il Decimo Pianeta o Pianeta X. Una conferma in tal senso giunse con l’articolo pubblicato il 19 giugno dal New York Times intitolato “Spacecraft May Detect Mystery Body in Space” dove si accennava alle sonde Pioneer 10 e 11 e a delle persistenti anomalie nelle orbite di Urano e Nettuno che suggerivano la presenza di un qualche corpo misterioso che si ipotizzava potesse essere ubicato oltre i pianeti estremi del nostro Sistema Solare. Sempre nel 1982, precisamente il 28 giugno la rivista Newsweek si occupò del Pianeta X in un articolo intitolato “Does the Sun Have a Dark Companion?” (Il Sole ha un Compagno Oscuro?). L’articolo riportava che il Decimo Pianeta davvero orbiterebbe (come in un sistema binario) intorno a due Soli (uno è il nostro Sole), ma noi non saremmo in grado di vedere l’altro astro perché sarebbe una “stella oscura”, quindi non visibile ad occhio nudo, non visibile con un classico telescopio.

planet x626 Nov. 04 18.26

Le immagini del piccolo sistema stellare che nel suo tragitto sposta enormi quantità di detriti spaziali, comete e meteore

L’articolo riportava che: “Un compagno oscuro potrebbe produrre la forza non visibile che sembra trascinare Urano e Nettuno, accelerandoli fino ad un certo punto nelle loro orbite e trattenendoli mentre passano… la migliore scommessa è una stella oscura che orbiti ad almeno 50 miliardi di miglia oltre Plutone… È molto probabilmente o una Nana Bruna(2), o una stella di neutroni. Altri suggeriscono sia un decimo pianeta… siccome una stella compagna trascinerebbe gli altri pianeti, non soltanto Urano e Nettuno”.

Ma il 1983, come accennato inizialmente, è stato l’anno in cui si è avuta una vera è propria svolta soprattutto grazie alla divulgazione di sensibili informazioni nell’ambito del programma IRAS che alcuni media portarono a conoscenza dell’opinione pubblica. Il 30 dicembre venne pubblicato un interessante articolo sulle pagine del quotidiano americano Washington Post che si occupò del Decimo Pianeta (dedicando all’argomento uno spazio già nella prima pagina) in un pezzo di Thomas O’Toole intitolato “Mystery Heavenly Body Discovered “ (Scoperto Misterioso Corpo Celeste). L’articolo riportava che: “Un corpo celeste probabilmente grosso come il gigantesco pianeta Giove e forse così vicino alla Terra da poter far parte di questo sistema solare è stato trovato in direzione della costellazione di Orione da un telescopio orbitante denominato IRAS”. Posso solo dire – dichiarò Gerry Neugebauer a capo dell’IRAS – che non sappiamo di che cosa si tratti”.

“Quando gli scienziati dell’IRAS – continua l’articolo – hanno visto per la prima volta questo corpo misterioso, e hanno calcolato che potrebbe distare solo 80 miliardi di chilometri, si è ipotizzato che potrebbe essere in fase di avvicinamento rispetto alla Terra,….Il corpo misterioso è stato captato due volte dall’IRAS. Il secondo rilevamento è avvenuto sei mesi dopo il primo, è suggerisce che il corpo non si fosse quasi mosso dalla sua posizione nel cielo. Questo dato – disse James Houck membro del team scientifico dell’IRAS – suggerisce che non si tratta di una cometa, perché una cometa non sarebbe così grossa come risulta dalle nostre osservazioni, e si sarebbe probabilmente spostata di più”. “E’ possibile – come sottolineato dal quotidiano americano – che si tratti del decimo pianeta che gli astronomi hanno invano cercato”. L’articolo del Washington Post proseguiva nello spiegare che questo oggetto misterioso non è era stato mai visto da telescopi ottici sulla Terra o nello spazio, ma la sua firma di calore infrarossa fu individuata due volte dall’IRAS quando questi analizzò il cielo settentrionale tra gennaio e novembre del 1983. La seconda osservazione infrarossa del corpo, che è così freddo che non emana luce, evidenziò che il corpo sembrò non essersi spostato in sei mesi. Questo suggerì che l’oggetto non era una cometa, dal momento che probabilmente si sarebbe mosso. L’articolo spiegava anche che il telescopio infrarosso dell’IRAS, capace di scoprire oggetti molto freddi, calcolò che il corpo celeste era così freddo che la sua temperatura era di circa 273° C sotto zero…

 

A riprova delle importanti rivelazioni fatte da Maynard e dell’effettiva fondatezza di alcune di esse nel 2003 l’astrofisico James McCanney rilasciò alcune sbalorditive dichiarazioni nel corso di un’intervista rilasciata a Rick Martin della rivista americana ‘The Spectrum’ che in seguito venne ripresa dalla rivista australiana Nexus la cui omologa versione italiana sarà pubblicato nel 2004 (v. “Quello che nasconde la NASA” – Nexus n°51). McCanney fondamentalmente ribadisce che esisterebbe un vasto programma di copertura che coinvolgerebbe enti quali la NASA, la CIA, l’NSA e lo stesso Vaticano in merito all’esistenza e al prossimo avvento del Decimo Pianeta…

Come già emerso in precedenza dalle affermazioni di Maynard quando l’IRAS rilevò Nibiru (Pianeta X) nel 1983 la NASA stabilì che si stava avvicinando da Sud e ciò arrecò apprensione in quanto i più avanzati telescopi terrestri erano collocati nell’emisfero Nord. Una conclusione quella fatta dall’ente spaziale americano a cui inevitabilmente giunse il prof. Robert Harrington (citato da McCanney) nel 1988. In effetti, nell’estate di quell’anno, come giustamente evidenziato da Sitchin, vennero pubblicati una serie di articoli su pubblicazioni scientifiche in cui veniva condivisa da diversi scienziati non solo l’esistenza del Pianeta X (sulla scorta dei calcoli delle perturbazioni planetarie ecc) ma l’ipotesi del Dott. Harrington secondo la quale sarebbe inclinato di 30° sull’eclittica ed avrebbe un semiasse maggiore di circa 101 UA, o un asse maggiore di oltre 200 UA.

Dr. Robert S. Harrington

 

Avrebbe una massa pari ad almeno quattro volte quella della Terra e con un’orbita simile a quella della cometa di Halley per cui trascorrerebbe parte del suo tempo sopra l’eclittica (nei cieli settentrionali) e la maggior parte sotto di essa (nei cieli meridionali). Non a caso il team di ricerca dell’Osservatorio Navale (ndr. che è una sezione della Marina Militare USA) giunse all’inevitabile conclusione che la ricerca si sarebbe dovuta condurre principalmente nell’emisfero sud ad una distanza di circa 2,5 volte oltre Nettuno e Plutone. Nell’ottobre 1988 Harrington divulgò le sue scoperte in un documento intitolato “La posizione del Pianeta X” pubblicato sull’Astronomical Journal e nel quale era presente uno schizzo dei cieli con indicazioni di dove si sarebbe potuto trovare (al momento) il Decimo Pianeta sia nei cieli settentrionali sia in quelli meridionali. In seguito alla pubblicazione del documento Harrington in base ai dati che nel frattempo erano stati raccolti dal Voyager 2 – che aveva raggiunto Urano e Nettuno rilevando perturbazioni costanti, piccole ma ben evidenti, nelle loro orbite – concluse che il Decimo Pianeta doveva trovarsi nei cieli meridionali.

 

Tra l’altro il 16 gennaio del 1990 Harrington riferì all’American Astronomical Society di Arlington in Virginia che l’Osservatorio Navale aveva ristretto le ricerche del Pianeta X ai cieli meridionali ed annunciò l’invio di un team di astronomi in Nuova Zelanda presso l’Osservatorio Astronomico di Black Birch. Inoltre affermò che in seguito ai dati ottenuti dalla Voyager 2 era convinto che il Decimo pianeta fosse cinque volte più grande della Terra e circa tre volte più distante dal Sole rispetto a Nettuno e Plutone. Sfortunatamente Harrington morì in circostanze misteriose nel gennaio 1993, non prima però di fornire allo stesso Sitchin importanti conferme di persona in un incontro avuto con lui nel agosto del 1990 all’Osservatorio Navale di Washington e confermato in un’intervista fatta al noto studioso dal giornalista Luca Scantamburlo.

Primo, – afferma Sitchin – egli mi disse che il mio libro, Il Dodicesimo Pianeta, era giusto sul lato della sua scrivania per tutto il tempo, ed egli lo consultava ogni qualvolta aveva bisogno di una risposta alle domande sulla ricerca del “Pianeta X”. Secondo, egli disse e mostrò attraverso degli schizzi orbitali comparabili che il “Pianeta X” ed il “mio” pianeta, che i Sumeri chiamavano Nibiru ed i Babilonesi Marduk, sono unici e lo stesso. E terzo, egli descrisse il pianeta – le sue dimensioni, il suo essere abitabile con un’atmosfera etc”. Tra l’altro alla successiva domanda in cui si citava proprio il documento di Harrington sul Pianeta X del 1991 dove egli stesso suggeriva che poteva essere visibile nei Cieli Meridionali nella regione del Centauro e dell’Idra, Sitchin rispose: “Sì. Egli mi mandò uno schizzo, segnando con la sua calligrafia dove dovrebbe concentrarsi la ricerca; l’ho pubblicata nel libro Genesis Revisited (L’Altra Genesi, Piemme 2004). Ciò che disse concordava con le predizioni bibliche che riguardano il ritorno del pianeta.”. Ora, quanto finora esposto risulta rilevante e chiarificatore per gli argomenti che verranno riportati d’ora in avanti e che potrebbero essere utili alla comprensione dell’affaire Decimo Pianeta. In seguito alla missione IRAS del 1983, in particolar modo dalla seconda metà degli anni ’80, in vari parti del mondo sono stati costruiti nuovi e avanzati telescopi nell’emisfero settentrionale ma molti, guarda caso, concentrati in varie aree geografiche nell’emisfero meridionale…

Come accennato in precedenza il 16 gennaio 1990 il prof. Harrington dichiarò all’American Astronomical Society ad Arlington in Virginia che l’Osservatorio Navale degli Stati Uniti aveva ristretto la ricerca del Decimo Pianeta ai cieli meridionali. Tali esternazioni così come gli studi di Harrington, e non solo, vengono definiti dallo stesso Sitchin nel suo volume “L’altra Genesi” decimante esaltanti. Principalmente perché la scienza attuale avrebbe scoperto quanto era già noto ai Sumeri ossia l’esistenza di in un altro pianeta nel sistema solare ma soprattutto perché confermerebbero anche i dettagli inerenti la sua orbita e le sue dimensioni.

Il video che vi mostriamo di seguito è la registrazione fatta attraverso un telescopio, del sistema stellare Planet X-Nibiru che orbiterebbe vicino alla  Fascia di Kuiper (o Fascia di Edgeworth-Kuiper) è una regione del Sistema Solare che si estende dall’orbita di Nettuno (alla distanza di 30 UA) fino a 50 UA dal Sole. Si tratta di una fascia di asteroidi esterna rispetto all’orbita dei pianeti maggiori. Le immagini in effetti forniscono l’idea di come si sposta questo piccolo sistema stellare che nel suo tragitto sposta enormi quantità di detriti spaziali, comete e meteore. Secondo quanto riportato nel video che sta facendo il giro del web, il misterioso sistema di Planet X sarebbe visibile nel Giugno 2013 e le comete visibili dalla Terra in questo periodo (mai accaduto prima che 4 comete si avvicinassero al nostro pianeta) sarebbero l’avanguardia di Nibiru. A quanto pare un primo assaggio lo abbiamo avuto con la caduta di una meteora di 17 tonnellate nella regione degli Urali con conseguenze non drammatiche ma abbastanza serie, che ha visto 1500 feriti e abitazioni scoperchiate e con successivi impatti meteoritici che non hanno portato gravi conseguenze. Ma sappiamo bene che qualcosa sta succedendo. Cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

 



fonto intenet.corteisa angeliinastronaveblogspoot.it- Segnidalcielo.it



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AVVISTATI 200 BOLIDI...
03 Nov 2013 07:45 pm
 

USA: avvistati piu' di 200 bolidi di fuoco solcare i cieli

2 nov 2013 - Molti tg e giornali nazionali hanno concentrato l’attenzione sulle numerose segnalazioni ricevute riguardanti delle palle di fuoco passare tra i cieli. Le testimonianze parlano di enormi luci grandi quasi come la luna che hanno illuminato la notte e molti hanno cominciato a temere il peggio.Le dimensioni erano simili a delle palle di softball ed emettevano una luce molto intensa. Sull’argomento è voluta intervenire la Nasa che non
solo ha confermato l’accaduto ma ha spiegato che ogni giorno sul pianeta cadono frammenti di meteorite infuocati, i quali la maggior parte delle volte precipitano in oceano o nel deserto e, mentre i frammenti più piccoli possono somigliare a stelle cadenti i frammenti più grandi riescono ad attirare l’attenzione per via degli enormi bagliori.

http://www.centrometeoitaliano.it/pacifico-piu-di-200-avvistamenti-di-palle-di-fuoco-nei-cieli-4039/
http://indagadores.wordpress.com/2013/11/01/reportan-avistamiento-de-gran-bola-de-fuego-sobre-el-noroeste-del-pacifico/

fonti internet,coretsia terrarealtimeblogspoot.




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COSI' SIMILE...
31 Oct 2013 01:07 pm

Così simile al nostro pianeta

31 ott 2013 - È il più simile mai rilevato, per dimensioni e densità. Contrariamente però alla Terra ha un'orbita così stretta intorno alla sua stella, Kepler - 78, che la sua superficie raggiunge i 3000 gradi. Questo non diminuisce il valore della scoperta e dello strumento che l'ha resa possibile, il cacciatore di pianeti HARPS - N installato al Telescopio Nazionale Galileo, alle Canarie. È un risultato straordinario dice il presidente dell'INAF, Giovanni Bignami

Ruota intorno a Kepler-78, ha una massa come la Terra ed è roccioso come il nostro pianeta. È il pianeta extra sistema solare sin qui trovato con dimensioni e densità più simili a quelle del nostro pianeta, la Terra, che ha le condizioni fondamentali perché ci sia vita. Lo ha trovato HARPS-N il cacciatore di pianeti installato al Telescopio Nazionale Galileo, alle Canarie, gemello del cacciatore HARPS all’osservatorio dell’ESO di La Silla in Cile, ma con la stessa vista sulla costellazione del Cigno che era propria del satellite Kepler della NASA.

E infatti il pianeta del sistema di Kepler-78 è uno dei tanti candidati individuati dal satellite americani prima che il malfunzionamento dei suoi giroscopi lo mettessero fuori uso. L’oggetto che ruota intorno a Kepler-78 è un pianeta di taglia terrestre ma la sua orbita è strettissima: un periodo di rivoluzione della durata di sole 8.5 ore e distante un centesimo di Unità Astronomica (poco più di un milione di chilometri) dalla sua stella che, sebbene circa il 70% di massa del nostro Sole, a quella distanza rende la superficie decisamente rovente.

Solo con la precisione di Harps-N si possono determinare i parametri così dettagliatamente, anche se nello stesso numero della rivista Nature appare un articolo con lo stesso pianeta misurato dal telescopio Keck, con il cui gruppo di ricerca guidato da Francesco Pepe dell’Osservatorio di Ginevra e padre dello spettrometro Harps-N, si è confrontato e sincronizzato per la pubblicazione.

“È un risultato straordinario – dice Giovanni Bignami presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica a cui fa capo il TNG – mai si era arrivati così vicini ad individuare un pianeta di massa e densità simili a quelli della Terra. Una dimostrazione di come la caccia agli esopianeti si stia affinando e di quanto sia stata corretta la scelta di installare lo spettrometro Harps al Telescopio Nazionale Galileo, mettendolo nelle condizioni di guardare lo stesso emisfero del satellite Kepler, usando sinergicamente due tecniche per rilevare pianeti extra solari”. “Le mie vive congratulazioni a tutta la squadra INAF coinvolta e in particolare a Giusi Micela, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Palermo, che ha fortemente voluto questo strumento”, conclude il presidente dell’INAF.

Per Francesco Pepe “HARPS – N fornirà ulteriori sorprendenti risultati e, forse, troveremo un pianeta extrasolare abitabile con caratteristiche simili alla Terra. Il futuro sta nella combinazione di tutte le tecniche e le strumentazioni per ottenere un quadro globale di come gli esopianeti sono fatti, di come si formano e si evolvono”.

HARPS usa la tecnica delle perturbazioni gravitazionali che un pianeta provoca alla sua stella madre, mentre Kepler quella delle piccole diminuzioni di luminosità prodotte dal passaggio di un pianeta davanti al suo sole.

“Non è la prima volta che vi sono pubblicazioni con i dati Harps-N – aggiunge Emilio Molinari direttore del TNG – È già successo con il gruppo italiano GAPS recentemente riunito all’INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo e che ha festeggiato quota mille dei pianeti extrasolare. Ma la caccia agli exoplanets è un gioco di pazienza”. (vedi media inaf).

HARPS- N, (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher, spettrografo di precisione progettato per identificare e caratterizzare pianeti extrasolari simili per massa e struttura alla Terra e per studi di astrosismologia) contrariamente al suo omologo dell’ESO, “guarda” l’emisfero nord del cielo. Lo strumento è il gemello di quello già installato e operativo al telescopio da 3,6 metri dell’ESO a La Silla, sulle Ande cilene. Ma, essendo collocato a nord dell’equatore, ha condizioni osservative migliori per la zona di cielo occupata dalla costellazione del Cigno e della Lira. Una caratteristica di primaria importanza, visto che Kepler ha indicato centinaia di possibili candidati, scovati proprio in una regione all’interno della costellazione del Cigno. Per avere la conferma che questi “allarmi” siano realmente prodotti da pianeti, c’è bisogno di lunghe e ripetute osservazioni con misure di alta precisione realizzate da telescopi sulla Terra. Questo per riuscire a registrare le piccolissime perturbazioni nel moto delle stelle dovute agli effetti gravitazionali prodotti da corpi celesti – in questo caso pianeti – in orbita intorno ad esse.

Il progetto HARPS-N è coordinato da un consorzio internazionale guidato dall’Osservatorio dell’Università di Ginevra, a cui partecipa l’Istituto Nazionale di Astrofisica, lo Harvard Smithsonian Astrophysical Observatory, lo Harvard College Observatory e lo Harvard University Origins of Life Initiative negli Stati Uniti, e le università di St. Andrews e Edinburgh e la Queen’s University di Belfast nel Regno Unito.
age

fonto internet, cortesia Yerrarealtime.blogspoot



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AIR FORCE DEL PERU'....
19 Oct 2013 03:30 pm

Air Force peruviana apre un Dipartimento per lo studio sugli UFO

 
Air Force peruviana apre un Dipartimento per lo studio sugli UFO

L’Air Force peruviana ha aperto un reparto specializzato che studierà il fenomeno UFO e lo ha fatto proprio ieri Venerdì 18 Ottobre 2013.  L’ Aerial Phenomenon Dipartiment Anomala Research (Difaa) sarà lanciato ufficialmente a Lima, Perù presso gli uffici dei “Dirección Nacional de Intereses Aero Espaciales” (DINAE) dell’Aeronautica Militare peruviana che formalmente ospiteranno il nuovo Dipartimento UFO.

Forza Aerea Peruviana lancia il Dipartimento per lo Studio degli UFO il 18 ottobre

Il nuovo Dipartimento (Difaa) sarà assistito direttamente da un consiglio consultivo civile. L’ annuncio del prossimo lancio di Difaa è stato ufficialmente rilasciato da Giorgio Piacenza che è un membro del Consiglio Consultivo inaugurale civile, e un consulente dell’Exopolitics Institute.

Nel suo annuncio, il signor Piacenza ha detto che il Consiglio consultivo civile comprende ricercatori, scienziati, intellettuali ed ex ufficiali dell’Air Force. Molti dei membri del Consiglio precedentemente serviti in un precursore per il nuovo Dipartimento che ha anche studiato il fenomeno UFO.

“L’atteggiamento prevalente, suppongo, sia nel Consiglio Consultivo Civile e presso l’Air Force peruviana è uno dei  più flessibili, una ricerca di che verrà effettuata con mentalità aperta e anche obiettivo e di considerare la vasta gamma di aspetti che il fenomeno UFO e la presenza di esseri extraterrestri presunta o effettiva possono comportare.”

Piacenza ha continuato a dire nel suo annuncio che “molti paesi della regione latinoamericana sono attivamente impegnate in un percorso simile a legittimare questi problemi e superare lo stigma inutile allegato alla segnalazione di UFO e la possibile o reale presenza extraterrestre.

In una presentazione formale, e due brevi conferenze,  Mr. Piacenza ha confermato in privato che egli discuterà di esopolitica come un nuovo approccio interdisciplinare per lo studio degli UFO e la vita extraterrestre.

fonti intenet,cortesia speciale Segnidalcielo.it




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UMMO, UN CASO REALE...
18 Oct 2013 07:50 pm
UMMO , UN CASO REALE DI EXTRATERRESTRI
INFILTRATI CHE OFFRONO INFORMAZIONI
SCIENTIFICHE.

UMMO CASO REAL DE EXTRATERRESTRES INFILTRADOS OFRECIENDO INFORMACION CIENTIFICA


VEDI IL VIDEO SU YOUTUBE:

UMMO CASO REALE



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MESSAGGIO DAL MIAE!
17 Oct 2013 06:26 pm

M.I.A.E.

MOVIMENTO INTERNAZIONALE
ALLEANZA EXTRATERRESTRE

COMUNICATO PER INTERNET

"O.N.U. E CONTATTO ALIENO!"

Quelli dell'ONU, credono e si illudono di poter gestire

l'evento storico del contatto e intervento extraterrestre,

ma il "FATTORE CONTATTO" sfuggirà di mano! L'ONU,

ha già fallito  molte volte nel gestire eventi e situazioni

sul pianeta...ma figuriamoci se potrebbe gestire

il contatto e l'intervento extraterrestre!

Si', la rivelazione è alle porte, ma poi dopo non si

tornerà piu' indietro. Apriranno il vaso di Pandora con

le rivelazioni sugli UFO e iniziera' un processo

irrreversibile e inarrestabile! L'era del contatto cosmico

con le civiltà aliene è ormai prossimo! Il tempo

è questo del 21°  secolo  e non c'e' nè sarà

piu' un'altro! Il pianeta Terra non puo' piu' attendere!'

CHI VUOLE E SPERA IN UN MONDO MIGLIORE
DI QUESTO...CI SEGUA! IL MIAE E' SULLA
GIUSTA STRADA!!!
 

MIAE

MOVIMENTO INTERNAZIONALE
ALLEANZA EXTRATERRESTRE

==================================

 



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I SATELLITI ATTORNO A MARTE....
16 Oct 2013 03:55 pm

I satelliti in orbita attorno a Marte fotografano la cometa Ison

16 ott 2013 - Una sonda intorno a Marte è riuscita ad avvistare la cometa ISON – già battezzata come la «cometa del secolo» – mentre sfiorava il Pianeta rosso nel suo primo viaggio nel sistema solare interno.Le immagini sono state catturate il 29 Settembre dalla fotocamera HiRISE a bordo dell’orbiter MRO della NASA.Nonostante l’immagine possa apparire sfuocata, ha fornito preziose informazioni ai ricercatori, soprattutto sulla luminosità della cometa.

«Basandoci su analisi preliminari dei dati, la cometa sembra essere nel margine basso della fascia di luminosità prevista», ha spiegato il team che gestisce HiRISE in un recente comunicato stampa. «Il risultato è un’immagine non molto graziosa, ma la scarsa attività della chioma ci aiuta a definire meglio le dimensioni del nucleo».

La cometa, scoperta nel 2012, sta passando a soli 11 milioni di chilometri da Marte proprio in questi giorni. La sonda MRO cercherà di ritratrla altre tre volte durante l’incontro ravvicinato.
Avvicinandosi al Sole, gran parte del ghiaccio della cometa evaporerà, illuminandola ancor di più.
Il 28 Novembre, la cometa mancherà di 1,2 milioni di chilometri il Sole. Quello che succederà dopo, nessuno lo sa: basta vedere il caso della cometa Lovejoy, che un anno fa era già stata data per morta dopo essersi quasi schiantata con la nostra stella, e che poche ore dopo era stata vista emergere illesa dall’altra parte del Sole.
Ciò che però sappiamo è che, se anche la cometa dovesse frantumarsi, i pezzi di roccia che si verrebbero a formare non rappresenterebbero un rischio per il nostro pianeta.
La cometa, se dovesse invece sopravvivere, potrebbe diventare fino a 10 volte più luminosa di Venere, il pianeta più brillante nei nostri cieli.
Sulla cometa saranno puntati anche gli occhi di altri osservatorii, come l’americano SOHO, studiato per osservare il Sole. Anche Venus Express e Proba-2, rispettivamente in orbita attorno a Venere e alla Terra, si gireranno in direzione della cometa tra Novembre e Dicembre.
Non essendo state studiate per osservare comete, queste sonde potrebbero avere difficoltà nel portare avanti le osservazioni, ma presto dovrebbero scendere in campo anche strumenti più adatti, come il telescopio Hubble.
fonti internet, cortesia terrarealtime blospoot



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ALIENI DI ASPETTO UMANO...
15 Oct 2013 01:09 pm
Alieni di aspetto umano sono tra di noi!!
 

 

Intervista a Timothy Good di Paola Harris

 

PH: Cosa hai imparato sulla presenza extraterrestre sulla Terra?

 

TG: Nell’ultimo capitolo “ Unearthly Disclosure “ parlo delle rivelazioni che mi sono state fatte da personale militare e dei servizi segreti riguardo allo “status quo”. Sono informazioni che risalgono agli anni ’80 fino all’’89, quindi sono un po’ datate ma molto significative. Mi è stato rivelato che gli Alieni hanno stabilito basi qui da molto tempo e che sono qui da tantissimo.

 

PH: Quindi alla fine di questo libro tu giungi a queste conclusioni.

 

TG: Sì, ho ricevuto moltissime informazioni riguardo a basi aliene su questo pianeta, collocate soprattutto negli Stati Uniti..

 

PH: Le nomini?

 

TG: Si, una si trova in Australia, due nel Pacifico che sono molto grandi, alcune nell’area delle Bermuda e una nei Caraibi.

 

PH: Esistono anche città, è vero? Intere città?

 

TG: Non saprei dirlo, io non le ho viste.

 

PH: Ma cosa dicono le tue informazioni?

 

TG: Basta che pensi alle informazioni fornite da quel contattato venezuelano, non ricordo come si chiama -Enrique Castillo Rincon- che è stato preso alla fine degli anni ’70 ed è stato portato in due basi aliene, una delle quali nelle Ande. L’altra era nella Fossa delle Marianne, la parte più profonda dell’Oceano Pacifico. Scende fino a 11000 metri di profondità e da qualche parte, lungo i bordi della fossa, esiste una grande base aliena descritta come un insieme di grandi globi sottomarini completamente autosufficienti, con vegetazione ed abitanti di aspetto umano.

 

PH: Timothy, quando io dico “base” penso ad una base militare, la gente pensa che gli Alieni abbiano basi militari.

 

TG: Beh, non è detto che una base sia per forza militare, per esempio “base” può significare anche “campo base”.

 

PH: Sì, ma quando le persone pensano ad una base, pensano ad una base militare.

 

TG: Beh, non dovrebbero.

 

PH: Quindi dobbiamo chiarire che quando tu ed io parliamo di “basi” intendiamo semplicemente “posti dove loro vivono”.

 

TG: Voglio anche aggiungere che molti di questi esseri si trovano su questo pianeta da molto prima di noi. Quindi non ci stanno semplicemente facendo visita, sono esseri che hanno vissuto su questo pianeta ben prima dell’Homo Sapiens e, infatti, sono loro gli artefici della nostra evoluzione. Noi siamo una razza ibrida.

 

PH: E non sono tutti Grigi.

 

TG: Assolutamente no.

 

PH: Questo è proprio ciò che voglio far sapere alla gente.

 

TG: Esistono specie differenti.

 

PH: Esistono specie differenti e gran parte di esse sono umanoidi.

 

TG: Esattamente.

 

PH: E alcuni di loro possono essere tranquillamente scambiati per umani.

 

TG: Assolutamente.

 

PH: Ed è questo che la gente non vuole capire. Si sono impressi in mente un’immagine stereotipata di alieni piccoli, grigi e con grandi occhi e questi sarebbero gli unici extraterrestri presenti sul nostro pianeta. Ma non è così.

 

TG: Ne esistono molti tipi differenti e alcuni di essi sono certamente umanoidi, collegati a noi geneticamente..

 

PH: Cosa dice quel contattista? Che aspetto avevano?

 

TG: Emotivamente erano molto freddi con lui. In quelle basi c’erano uomini e donne e lui li incontrò per diversi anni. Era diventato amico di uno di loro che in quel periodo viveva tra noi dissimulato come uomo d’affari svizzero. Lo incontrò in Sud America. Lui era qualcosa tipo un rappresentante di lozioni dopobarba. Enrique rimase amico di questo personaggio per molto tempo. Pensava che fosse un individuo molto interessante anche se dal comportamento a tratti bizzarro. Ma tempo dopo Enrique venne prelevato con un raggio di luce a bordo di un’astronave che era uscita da un lago in Sud America, non ne conosco l’esatta posizione geografica. E lì si trovò davanti il tizio che lui aveva pensato essere un uomo d’affari svizzero.

 

        EBE TOVATA NELL’ ASTRONAVE  SULLA LUNA

 

PH: Questa storia suona familiare, dobbiamo seguirla. E’ molto interessante il fatto che una persona che sembrava un uomo d’affari svizzero fosse uno di loro.

 

TG: Anche io ho avuto il mio contatto con loro, quindi posso parlare con cognizione di causa.–

 

 

PH: Puoi darmi maggiori dettagli?

 

TG: Bene, ho già parlato di quest’ episodio in qualcuno dei miei libri. Per esempio, nel 1967 mi trovavo a New York con la London Symphony Orchestra. A quell’epoca avevo già incontrato alcuni amici di George Adamski che mi avevano parlato di alieni presenti in territorio statunitense ed avevo già avuto un’esperienza, nel 1963 e sempre in America, con una donna che mi aveva confermato telepaticamente di non essere terrestre quando, col pensiero, glielo avevo domandato. Dunque, la stessa cosa accadde a New York nel febbraio del 1967. Mi misi a chiedere mentalmente, con molta intensità, una prova che esseri di altri mondi vivessero lì e lavorassero lì. Dopo circa mezz’ora di questa forte emissione mentale entrò nella hall dell’albergo in cui mi trovavo un tizio alto circa un metro e ottanta, vestito con un impeccabile completo grigio, camicia bianca, cravatta scura, capelli un po’ ondulati, colorito leggermente abbronzato ed uno sguardo molto intelligente. Prima che questo accadesse avevo seguito questa procedura: mi ero seduto nell’atrio e avevo cominciato a ripetere mentalmente: “Se qualcuno di voi si trova nell’area di New York, per favore venga a sedersi vicino a me e mi dia una prova.” E dopo circa mezz’ora arrivò questo tizio e si sedette vicino a me, Aveva con sé una valigetta diplomatica, la aprì con un gesto deliberato e ne tirò fuori il New York Times, iniziò a girare le pagine, ripiegò il giornale e lo rimise dentro rimanendo seduto. Allora io pensai “forse è quest’uomo vicino a me” ed iniziai a chiedergli mentalmente: “Se sei di un altro mondo per favore porta l’indice della mano destra all’altezza della narice destra e tienila ferma.” Non appena pensai questa frase lui fece esattamente quel gesto, poi si alzò e se ne andò.

 

PH: In quale libro parli di quest’episodio?

 

TG: Alien Base (Base Terra n.d.T). Comunque ci sono stati anche altri incontri; quello con la donna fu nel 1963. La gente mi ha chiesto spesso “perchè non parli con loro?” Non so dire il perchè. Comunque l’anno scorso, senza entrare in dettagli, forse ho avuto l’opportunità di parlare con qualcuno che credo non fosse di questo mondo.

 

PH: Mi puoi dire in che paese ti trovavi quando accadde quest’altro episodio?

 

 

TG: In Europa. Mi convinsi che quell’uomo non era di questo mondo. Non vi fu alcuna conferma telepatica ma io ero certo che lui venisse da qualche altra parte, protesi la mano verso di lui e lui la toccò appena guardandomi intensamente. Io lo guardai a mia volta e dissi:” Penso che tu possieda una grande conoscenza”. Lui non disse nulla e questo fu tutto. Certo è una prova ben misera paragonata alla storia precedente ma bisogna comprendere i piccoli particolari che denotano il modo di agire di questa gente.

 

PH: Noi non disponiamo di una base metodologica di studio per gli alieni di tipo umano. Se cerchiamo le prove abbiamo ben poca gente disposta a parlarne. Per questo non abbiamo alcun tipo di protocollo da seguire. A un certo punto nel mio libro (Esopolitica, come parlare con una sfera di luce?) parlo del documento congiunto Einstein-Oppenheimer, la lettera del Majestic-12 in cui loro due parlano del futuro, della necessità di essere tutti uniti per creare un protocollo di azione riguardo a questi esseri che vengono a farci visita. Il problema è:”chi dovrebbe rappresentare la Terra?” e fu a questo problema che Eistein e Oppenheimer tentarono di dare risposta quando inviarono la loro lettera al presidente Truman.

 

TG: E’ vero?

 

PH: Devi leggere cosa c’è in quel documento, è molto interessante. Fa parte dei Documenti Majestic.

 

TG: Li ho letti, Tim Cooper me li ha mandati alcuni anni fa.

 

PH: Dice che dovrebbe esistere una specie di “Super ONU” in grado di rappresentare la Terra nel suo complesso perchè nessuna singola nazione può arrogarsi il diritto di rappresentare l’intera specie umana. Dice anche che questi altri esseri potrebbero possedere delle proprie culture. La data del documento è giugno 1947, quindi prima di Roswell.

 

TG: Certo, comunque anche prima erano stati recuperati velivoli alieni. Sembra che ne sia stato recuperato uno nel 1945 in Nuovo Messico, un altro nel 1941 in Missouri, un altro nelle Hawaii nel 1944 recuperato dalla Marina degli Stati Uniti e, naturalmente, c’è quello recuperato in Italia nel 1933. Esiste la riproduzione del documento originale.

 

PH: Gli X Files di Mussolini?

 

TG: Sì, abbiamo proprio la copia del telegramma del 1933.

 

PH: Il tuo lavoro è talmente enorme ed hai svolto tali e tante ricerche che qui mi focalizzerò solo sulla questione che riguarda gli Alieni di aspetto umano, questione che è sorta prepotentemente in Italia negli ultimi tempi, grazie all’uscita di due libri. Questi libri parlano di basi sotterranee e sottomarine e di alieni in tutto e per tutto simili a noi nell’aspetto.

 

Allora perchè pensi che la nostra società abbia dato tanta importanza ed abbia commercializzato solo un tipo di Alieno, il cosiddetto EBE-Entità Biologica Extraterrestre?

 

TG: Probabilmente perchè gli alieni di aspetto umano non sono abbastanza impressionanti.

 

PH: Ma ciò ha portato moltissima gente a screditare Adamski.

 

TG: Adamski aveva ragione su molte cose. Lui lavorò anche per il Governo degli Stati Uniti, lo sapevi?

 

PH: No, non lo sapevo.

 

TG: Aveva un passaporto speciale, è in Alien Base (Base Terra n.d.T.), puoi leggerlo.

 

PH: E’ per questo che fu sepolto ad Arlington?

 

TG: Fu sepolto ad Arlington perchè aveva prestato servizio nell’esercito circa nel 1913. Chiunque abbia fatto parte dell’esercito può essere sepolto ad Arlington, non c’è nulla di misterioso in questo.

 

PH: Il messaggio fondamentale di Adamski fu che loro erano qui, che erano umanoidi, che erano come noi e che volevano contattare i principali rappresentanti del potere, incluso il Vaticano.

 

TG: E lo hanno fatto. Adamski visitò il Papa nel maggio del 1963, questo è sicuro.

 

PH: Con un messaggio chiaro.

 

TG: Sì, da parte della gente di altri mondi con cui lui era in contatto. Lui fu anche il primo a dire che gli alieni avevano stretto dei rapporti con il nostro apparato militare. Lo disse negli anni ’50.

 

PH: Okay, le affermazioni di Adamski concordavano con quelle di Eugenio Siragusa in Sicilia.

 

TG: Un altro contattista molto interessante, in seguito diventò piuttosto strano ma è chiaro che per la gente diventa difficile vivere con simili personaggi.

 

PH: Il contattista di cui mi sto occupando attualmente si chiama Maurizio Cavallo e ha fatto parte del gruppo di Siragusa. Si trovava in Sicilia quando aveva 13 anni e insieme a lui c’era Giorgio Buongiovanni. Cavallo afferma di aver visto alieni alti e biondi con tute blu che si aggiravano intorno a casa di Siragusa sotto l’Etna.

 

TG: Anch’io ho scritto molto su questi primi casi italiani degli anni ’50. Sono assolutamente affascinanti e, credo, molto, molto importanti.

 

PH: Ma, Timothy, lui possiede ben quattro lettere del presidente Eisenhower, io ne ho pubblicata una nel mio nuovo libro.

 

TG: Esatto,sono casi molto interessanti e c’è un nuovo libro, tra l’altro, in inglese, proprio sui contattasti italiani di quel periodo. Spero di comprarlo qui.

 

PH: Poiché sia Siragusa che Adamski ebbero questi contatti, perchè decise di scrivere a Siragusa?

 

TG: Non lo so, non ho visto la lettera.

 

PH: Ce l’ho io, è genuina e ne esistono ben quattro.

 

TG: E’ ancora vivo?

 

PH: No, ma ci sono sua moglie e suo figlio che ci stanno fornendo questo materiale. Io ho una copia xerox di una delle quattro lettere. E’ molto cordiale. C’è il nome di Eisenhower in cima e c’è scritto qualcosa di generico tipo” Sì, faremo tutto quello che è in nostro potere , vi facciamo i migliori auguri” etc. La firma è quella del Presidente. Tu fai parte di quei ricercatori che pensano che Eisenhower entrò in contatto con gli alieni?

 

TG: Sì, ma non posso pronunciarmi sulla lettera perchè non l’ho vista.

 

PH: Comunque tutto questo avrebbe un senso. Ti posso mandare una copia della lettera così la puoi studiare. Perchè mai Eisenhower avrebbe dovuto scrivere ad un contattista italiano?

 

TG: Sono sicuro che esiste una base nel Mediterraneo.

 

PH: Quindi negli anni ’50 e ’60 ci fu un tentativo (lasciamo da parte Billy Meier per il momento) da parte di alieni di aspetto umano di entrare in contatto con noi e questo viene generalmente rifiutato perchè questi esseri avrebbero avuto aspetto umano.

 

TG: Sì, questi sono i fatti perchè loro sono connessi con noi, sono i nostri fratelli maggiori, se preferisci. Sono qui da molto più tempo di noi.

 

PH: Concordo con te. E questo come cambia la situazione, visto che il contatto è già avvenuto?

 

TG: Non so dirtelo. Penso che dovremo aspettare nuove prove, forse prove scientifiche dell’esistenza di civiltà precedenti alla nostra. Si parla tanto di Atlantide e Lemuria, forse in futuro emergeranno prove concrete di tutto questo.

 

PH: Ritieni che i nostri governi sappiano che alcuni di questi esseri sono uguali a noi?

 

TG: Beh, quando parliamo di governi dobbiamo renderci conto del fatto che in quegli ambiti sono solo pochissime persone a sapere come stanno veramente le cose. E’ un argomento talmente spinoso che è tenuto segretissimo. Ma quei pochi che nei governi hanno accesso alle informazioni sono ben consapevoli che esistono comunicazioni e contatti con militari, sicuramente con alcuni scienziati e forse anche con persone normali, e che questo va avanti da moltissimo tempo, forse da migliaia di anni.

 

PH: Pensi possibile che alcuni di questi individui o gruppi che sono come noi abbiano collaborato nella realizzazione di tecnologie avanzate?

 

TG: Penso che sia possibile, ma non so fino a quale livello. E’ possibile che noi si abbia degli alleati, degli amici che ci stiano aiutando a sviluppare, per esempio, tipi di trasporto più efficienti degli attuali. Comunque non posso darlo per certo. Ho raccolto anche voci che dicono che ci avrebbero fornito nuovi tipi di armi. Credo che l’ex ministro della Difesa canadese Paul Hellyer abbia inteso dire che ci stiamo preparando per le Guerre Stellari, la guerra nello spazio, ed è molto preoccupato per questo. Se fosse vero sarebbe veramente agghiacciante, ma ci sono anche dati che parlano di una minaccia rappresentata da altre specie di alieni, ne sono certo.

 

PH: Ciò implicherebbe che non sono tutti positivi nei nostri confronti. E’ importante sottolinearlo. Un’ultima domanda: esiste un messaggio spirituale in tutto questo e se c’è, qual è?

 

TG: Che siamo esseri forniti di spirito, che esiste un legame con questi esseri antico di millenni e che ci sono segnali positivi all’orizzonte che ci fanno sperare in un enorme passo avanti per l’umanità che le farà finalmente comprendere qual è il suo vero posto nell’universo.

 

PH: Quindi c’è ancora speranza.

 

TG: Indubbiamente ci sono grandi possibilità là fuori. Bisogna pensare in maniera positiva.

 

PH: E’ per questo che continui a lavorare tanto e continui a fare divulgazione?

 

TG: E’ possibile, non posso affermarlo con sicurezza, ma mi sento guidato. E’ per questo che sono qui e faccio quello che faccio. Penso che il vero motivo sia questo.

 

fonte: paolaharris.com
fonti internet, cortesia newsapacalypse

 

 



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PRIMO ASTEROIDE...
15 Oct 2013 11:39 am

Primo asteroide ricco d’acqua trovato fuori dal sistema solare


Per la prima volta è stato scoperto un corpo roccioso ricco d’acqua al di fuori del sistema solare: ha cioè gli ingredienti fondamentali per la vita. L’oggetto è ciò che resta di un grande asteroide o forse un piccolo pianeta distrutto dal collasso della sua stella madre che somigliava al Sole e che probabilmente ospitava pianeti simili al nostro. La scoperta, senza precedenti, è stata pubblicata su Science, dal gruppo coordinato da Jay Farihi dell’università britannica di Cambridge.

CORPO DI UN SISTEMA DISTANTE 170 ANNI LUCE. Il sistema solare al quale apparteneva l’oggetto, distante circa 170 anni luce, ora offre uno sguardo su quello che sarà il futuro della Terra e degli altri pianeti interni del nostro sistema solare quando il sole morirà. Questo sistema lontano è anche un’occasione unica per studiare la formazione ed evoluzione dei pianeti abitabili e cercare di comprendere come si è formata la vita sulla Terra.
È la prima volta infatti che l’acqua viene scoperta fuori del sistema solare in un corpo roccioso simile ai mattoni che hanno formato il nostro pianeta, in precedenza, infatti, era stata rivelata solo nell’atmosfera di giganti gassosi. Grazie al telescopio Hubble gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa), i ricercatori hanno analizzato i detriti che circondano la nana bianca GD61 e misurato la quantità di ossigeno, magnesio, alluminio, silicio, calcio e ferro.

L’ASTEROIDE AVEVA IL 26-28% DI ACQUA. È stato scoperto un eccesso di ossigeno, che per gli esperti non può essere intrappolato nei minerali ma è dovuto all’acqua contenuta nei frammenti di ciò che una volta era un asteroide del diametro di circa 90 chilometri (o anche più grande), composto dal 26-28% di acqua. La quantità di acqua è paragonabile a quella contenuta in alcuni asteroidi della fascia principale del sistema solare. Si pensa che dal bombardamento di oggetti come questi la Terra, nata molto ‘secca’, si sia poi arricchita d’acqua. «La scoperta dell’acqua in un grande asteroide significa», ha osservato Farihi, «che i mattoni dei pianeti abitabili come la Terra esistevano e forse esistono ancora nel sistema GD61».
Fonte: http://www.lettera43.it/cultura/primo-asteroide-ricco-d-acqua-trovato-fuori-dal-sistema-solare_43675110718.htm
http://www.signoraggio.it/primo-asteroide-ricco-dacqua-trovato-fuori-dal-sistema-solare/
fonti internet, cortesia terrarealtime



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SCIAMI DI METEORE E NUOVE COMETE...
13 Oct 2013 01:41 pm

Sciami di meteore e nuove comete nel sistema solare. Cosa sta succedendo nello spazio?

 
Sciami di meteore e nuove comete nel sistema solare. Cosa sta succedendo nello spazio?

La pioggia di detriti spaziali, (meteore) che stanno interessando il nostro pianeta dall’inizio del 2013, fino a qualche giorno fa, quando una meteora è esplosa sulla Bosnia centrale, (foto sotto) fanno parte di un evento che molti dei ricercatori avevano immaginato. La Nasa prima che chiudesse la propria agenzia, ha confermato il passaggio di sciami di meteore che potevano attraversare il nostro pianeta e questo veniva confermato dalla’Agenzia Spaziale Russa.
La comunità di scienziati americani che adesso non percepiscono più los tipendio grazie alla crisi economica, confermano anche attraverso i loro colleghi russi che lo spostamento delle comete, asteroidi e altri detriti spaziale  verso la parte interna del nostro sistema planetario, è dovuto solo ed esclusivamente alla migrazione dei pianeti gassosi giganti grandi come Giove. Lo spostamento e quindi la migrazione di questi pianeti gassosi, stanno creando la più grande tempesta di meteoriti nella storia del nostro sistema solare. Tutto questo sta avvenendo sotto i nostri occhi e a maggior ragione, proprio adesso vi era bisgono di ulteriori sforzi /(anche economici) per poter lanciare telescopi spaziali di nuova generazione, per osservare questi detriti cosmici che vagabondano nel nostro sistema solare e che potrebbe risultare minacciosi per il nostro pianeta.

La ricerca pubblicata sulla rivista Nature mostra come questi bombardamenti pesanti di meteore, possano essere replica di una tempesta cosmica avvenuta 3,9 miliardi anni fa, quando, secondo la scienza, si era formato il sistema solare che oggi conosciamo.
Quindi gli stessi ricercatori hanno ipotizzato che lo scenario che è accaduto miliardi di anni, potrebbe di nuovo accadere. Se qualche pianeta gigante  e gassoso come Giove o Saturno, o comunque anche esopianeti che si trovano all’esterno del nostro sistema planetario, migrando o comunque muovendosi, quindi passando in una fase di miigrazione planetaria, potrebbero spingere con i loro effetti gravitazionali gruppi o sciami di meteore, asteroidi e comete verso l’interno del nostro sistema planetario. In questi giorni abbiamo potuto osservare alcune comete che hanno impattato sul Sole, causando tempeste solari di piccolo rilievo ma abbastanza utile questo a far comprendere alla comunità di astrofisici, che qualcosa nello spazio sta causando questo movimento che potrebbe risultare minaccioso per la Terra.
I rischi di collisione di questi sciami potrebbero interessare quindi pianeti interni come Marte, la Terra e la Luna, Venere e Mercurio. Questa ipotesi è stata avanzata dal dottor Simone Marchi della Southwest Research Institute, Boulder in Colorado, che sostiene tale teoria in base a un nuovo studio di rocce lunari portate sulla Terra attraverso la missione Apollo 16.
In queste analisi sulla polvere e rocce lunari vi sono due tipi principali di meteoriti e la maggior parte includono un’alta  concentrazione di metallo di tipo H-condriti, che costituiscono quasi la metà di tutte le meteore e meteoriti che si ritiene abbia avuto origine nella fascia degli asteroidi  che si trovano nella zona posta vicino ai pianeti gassosi.
Quindi qualcosa spinge queste meteore verso la parte interna del sistema planetario con i rischi di collisione e impatto molto simili a quello avvenuto in Russia il 15 febbraio 2013. Non a caso il meteorite caduto a Chelyabinsk e’ stato studiato dagli esperti dell’Istituto di Geologia e mineralogia di Novosibirsk e frammenti ripescati dal lago Chebarkul, (vicino Chelyabinsk) sono composti dallo stesso minerale e mostrano i segni di un processo di fusione molto intenso, precedente alle temperature elevatissime che il meteorite ha incontrato al momento dell’ingresso nell’atmosfera terrestre. Il meteorite di Chelyabinsk è molto primitivo e appartiene alla famiglia delle condriti LL5 (condriti ordinarie – Condriti H- Condriti L – Condriti LL).
Il dottor Marchi e i suoi colleghi quindi ammettono che a  causare questa migrazione (spostamento) delle meteore verso la Terra, potrebbe essere quindi una migrazione planetaria e non è detto che ciò stia di nuovo accadendo.
Non a caso lo scienziato astrofisico Anatoly Perminov, presidente dell’agenzia spaziale russa, è allarmato per la presenza di un oggetto che egli dice essere il responsabile del “distacco” degli oggetti della Cintura di Kuiper, alcuni dei quali hanno colpito Giove nel 1994 (Shoemaker-Levy) e anche negli ultimi anni. Contrariamente a ciò che dicono gli scienziati americani, loro credono che si tratti di una stella nana bruna oppure di un nuovo pianeta che sta entrando nel nostro Sistema Solare. Il team spagnolo di astrofisici aggiunge che questo oggetto, può avere anche dei pianeti che lo circondano. Dunque un sistema planetario completo.

fonti internet, cortesia speciale Segnidalcielo.it



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